Cultura e scienze

Mattarella e quel traditore di Renzi

Il giorno dopo dev’essere stato un gran brutto risveglio. Il Giornale e Libero all’unisono lo gridano chiaro e tondo: “Renzi traditore”. E Alessandro Sallusti ha, metaforicamente, un diavolo per capello: «Gli uomini di Renzi – e ilpremier in persona – hanno fatto partire una gigantesca caccia all’uomo per convincere elettori di Forza Italia, dell’Ncd e di Grillo a votare Mattarella nel segreto dell’urna per mettere al sicuro il risultato da probabili franchi tiratori della sinistra. Una compravendita che in confronto il caso Scilipoti-Razzi è stata una bazzecola. In politica vale la legge del «mai dire mai». Quindi è in teoria possibile che prima o poi il mosaico riformista possa ricomporsi. Ma vale anche la legge che i furbi che pretendono la «botte piena e la moglie ubriaca» – cioè volere tutto, anche le cose che per loro natura si escludono a vicenda – prima o poi paghino dazio».
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Per Maurizio Belpietro invece, con Mattarella avremo un fantasma al Quirinale: «Quantoal resto, l’attuale giudice costituzionale e candidato presidente della Repubblica ha trascorso quasi quarant’anni in politica come un fantasma. Poche dichiarazioni, ancor più rade interviste, quasi nessuna traccia se non di essere stato relatore di una sentenza della Corte costituzionale che dichiarava la Sicilia libera di spendere quanto voleva,senza dover render conto ai commissari di governo. Ma forse è proprio questo il suo punto di forza: tranne aver obbedito senza discutere l’ordine di De Mita, in tutta la sua carriera non hamai avuto uno scatto o una reazione. Una caratterista che agli occhi di Matteo Renzi lo rende perfetto per il Quirinale».
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