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Tanker Enemy ci “spiega” che la morte di Ludovica Filippone è una messinscena

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Stiamo vivendo un periodo di grandi incertezze politiche che rendono ancora più difficile tentare di capire cosa succederà domani. In tempi come questi è bene avere alcuni punti fermi cui aggrapparsi. Uno di questi, che non tradisce mai le aspettative, è Tanker Enemy al secolo Rosario Marcianò. Geometra di Sanremo con la specializzazione in scie chimiche e false flag. Un’altra delle peculiarità del signor Marcianò (oltre alla diffamazione) è quella di saper individuare quando un omicidio è vero oppure è una messinscena.

Rosario Marcianò: l’esperto di complotti che si avventa sulle tragedie altrui

Grazie a questo vero e proprio superpotere Marcianò ha scoperto che Valeria Solesin, la studentessa italiana uccisa dai jihadisti al Bataclan, era un’attrice e che non è mai esistita. Anche Bruno Gulotta, il collaboratore del sito Tom’s Hardware ucciso a Barcellona durante l’attentato dell’agosto 2017, secondo Marcianò non è morto perché non è mai esistito. Il nostro esperto di complotti però non si ferma davanti a nulla, e non si occupa solo delle persone morte negli attentati (che sono sempre false flag). Ad esempio ha sostenuto che la notizia del bambino morto per un’otite mai curata fosse falsa. Da grandissimo esperto di medicina qual è, il geometer sanremese è riuscito anche a scoprire che Sofia Zago non è morta di malaria (curiosamente però l’esame autoptico ha confermato proprio la malaria come causa del decesso).

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Disgraziatamente accade che di fatti di cronaca nera ne succedano spesso. Ed è in queste situazioni che il nostro eroe dà il meglio di sé. Qualche giorno fa giornali e televisioni hanno raccontato la tragica vicenda di Fausto Filippone, l’uomo che dopo aver gettato – uccidendola – la figlia da un viadotto sulla A14 si è tolto la vita lasciandosi cadere nel vuoto. Prima di uccidere la figlia Ludovica secondo gli inquirenti Filippone aveva spinto dal balcone la compagna Marina Angrilli.

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Com’era prevedibile Marcianò non crede che la vicenda possa essere spiegata nel modo in cui l’hanno raccontata i giornali e la Polizia. Ci deve essere qualcosa sotto. E il sospetto trova conferma nel fatto che la tragedia è avvenuta a Pescara, città dove risiede una persona che da anni Marcianò considera uno dei suoi acerrimi nemici. Insomma la vicenda dolorosissima è solo un pretesto per “mandare un messaggio” a chi di dovere. Non solo. Secondo Marcianò il fatto che l’autostrada sia stata chiusa per ora è la prova che in realtà “era un set”: l’ennesimo false flag.

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Il negazionismo del geometra di Sanremo – che da centinaia di chilometri di distanza raccoglie prove via Internet – arriva al punto di sostenere che la piccola Ludovica (10 anni) non è morta e nemmeno la madre sarebbe stata uccisa dal momento che “sul luogo dove si sarebbe sfracellata la madre non vi sono tracce di sangue”. Per Tanker Enemy si tratta di una storia inventata il cui scopo è quello di “mantenere alto lo stress psicologico del cittadino medio” e “inviare messaggi a chi di dovere”. Perché quando tutto il mondo è un complotto anche il rispetto per i familiari delle vittime passa evidentemente in secondo piano. In fondo per Marcianò non sono mai morte.

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