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Lombardia Film Commission: cosa c’entra il fermo di un liquidatore con l’inchiesta sui soldi della Lega

In base alla ricostruzione degli investigatori – l’inchiesta è del pm Stefano Civardi con l’aggiunto Eugenio Fusco – Sostegni era il prestanome del commercialista Michele Scillieri, presso il cui studio in via delle Stelline aveva sede la Lega per Salvini Premier. Oltre ad essere un suo uomo di fiducia, secondo l’accusa il liquidatore aveva architettato insieme al commercialista l’operazione relativa al capannnone di via Bergamo 7 a Cormano, configurando così il reato di peculato

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Il liquidatore di una società comparsa nella storia della Lombardia Film Commission Luca Sostegni è stato fermato oggi dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano su ordine della procura perché c’era il sospetto che stesse scappando in Brasile. Sostegni è accusato di peculato ed estorsione nell’inchiesta sulla vendita di un capannone industriale a Cormano tra l’Immobiliare Andromeda e la fondazione Lombardia Film Commission.

Lombardia Film Commission: cosa c’entra il fermo di un liquidatore con l’inchiesta sui soldi della Lega

Dell’inchiesta che ha portato nel frattempo a una rogatoria verso la Svizzera abbiamo parlato stamattina: La pista che porta lì parte dalla discussa compravendita di un immobile a Cormano, in provincia di Milano, da parte  della Lombardia Film Commission, una fondazione a partecipazione pubblica che si occupa della promozione e dello sviluppo di progetti cinematografici. Un acquisto sospetto secondo gli investigatori: nel 2017 infatti una società, l’Immobiliare Andromeda srl, lo aveva comprato al prezzo di 400mila euro e a inzio 2018 lo stesso immobile veniva venduto alla Lombardia Film Commission al prezzo di 800mila euro. Un acquisto avvenuto, secondo quanto riportato dagli investigatori del Uif, quando a capo dell’ente culturale lombardo c’era proprio Alberto Di Rubba, che con Andrea Manzoni faceva parte del pool di revisori contabili del partito alla Camera e al Senato e collaboratori di Giulio Centemero, il tesoriere del Carroccio nel frattempo rinviato a giudizio a Bergamo e sul quale pende un’analoga richiesta a Roma. Scriveva stamattina Repubblica Milano:

È partendo da qui che gli investigatori della Banca d’Italia hanno evidenziato un flusso di denaro intricatissimo uscito dalla Andromeda e che, dopo lunghi e complicati giri, sarebbe finito a società private molto vicine ai professionisti legati al partito di Salvini.  «L’operatività posta in essere da Lombardia Film Commission parrebbe configurare il trasferimento di fondi pubblici a soggetti vicini agli ambienti politici di riferimento del cliente» scrivono gli investigatori citati dal settimanale. Un groviglio di passaggi di denaro su cui i magistrati milanesi stanno cercando di far luce, anche perché si parla di trasferimenti dalle casse pubbliche.

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La grande caccia ai fondi leghisti partita dopo la sentenza di Genova sui famosi 49 milioni ha incrociato diverse strade investigative. Finendo per collegare tra loro molte vicende emerse in questi anni sui movimenti di soldi riconducibili alle Lega, fosse anche solo per i nomi che ritornano ciclicamente. A lavoro su questo ci sono state almeno quattro procure italiane. Oltre ai magistrati milanesi ci sono quelli della procura di Genova che ancora sta indagando per riciclaggio sui famosi 48,9 milioni di euro confiscati in via definitiva.

L’inchiesta sui soldi della Lega

Scrive l’agenzia di stampa AGI che in base alla ricostruzione degli investigatori – l’inchiesta è del pm Stefano Civardi con l’aggiunto Eugenio Fusco – Sostegni era il prestanome del commercialista Michele Scillieri, presso il cui studio in via delle Stelline aveva sede la Lega per Salvini Premier. Oltre ad essere un suo uomo di fiducia, secondo l’accusa il liquidatore aveva architettato insieme al commercialista l’operazione relativa al capannnone di via Bergamo 7 a Cormano, configurando così il reato di peculato. Per prima cosa – sostengono gli inquirenti – avrebbe sottratto il bene al fisco e dunque si sarebbe macchiato di sottrazione fraudolenta delle imposte, poiché non avrebbe inserito il valore dell’ immobile, inizialmente di 400mila euro, nel complesso di beni che la società in liquidazione doveva registrare.

La Paloschi Srl, iniziale intestataria del bene, infatti, avrebbe dovuto dichiararlo per restituirne il valore alle casse dello Stato, perché gravata da molti debiti tributari. In seconda battuta il capannone sarebbe passato all’immobiliare Andromeda, che lo avrebbe venduto per 800 mila euro alla Lombardia Film Commission, la quale aveva ricevuto dalla Regione un milione di euro per l’acquisto. In conclusione i soldi pubblici sarebbero stati usati per coprire l’operazione. Nell’ultima fase, sempre secondo l’accusa, Sostegni avrebbe tentato di ricevere un’ulteriore somma per il “lavoro svolto”, configurando così il reato di tentata estorsione. E infine, sentendosi accerchiato, anche dopo un’inchiesta del settimanale L’Espresso uscita il 31 maggio, avrebbe tentato di scappare in Brasile. L’uomo è però stato fermato stamani dai militari della Gdf. Il commercialista Scillieri, insieme agli altri due colleghi Manzoni e Di Rubba, farebbe parte del pool dei professionisti di fiducia della Lega. Di Rubba, in particolare, aveva anche il ruolo di revisore dei conti del gruppo parlamentare alla Camera e amministratore unico della Pontida Fin, la storica cassaforte immobiliare del Carroccio.

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Nell’articolo “«Trasferimenti illeciti di fondi pubblici»: l’affare che fa tremare la Lega di Matteo Salvini” L’Espresso alla fine di maggio parlava dell’inchiesta giudiziaria in corso da parte della Procura di Milano. «L’operatività posta in essere da Lombardia Film Commission parrebbe configurare il trasferimento di fondi pubblici a soggetti vicini agli ambienti politici di riferimento del cliente», si legge nelle carte della Uif. E ancora: «Anomala operatività posta in essere da nominativi in vario modo riconducibili alla Lega, oggetto di indagini da parte della Procura della Repubblica di Milano. Si ipotizzano in particolare illeciti trasferimenti di fondi pubblici a soggetti privati, per lo più “orchestrati” dal commercialista Alberto Di Rubba». Diceva anche che Sostegni era già in Brasile all’epoca.

Cinque giorni dopo aver incassato il denaro pubblico per la compravendita dell’immobile di Cormano, l’immobiliare Andromeda versa 488 mila euro alla società Eco srl. La Eco è un’azienda con sede a Milano, costituita un mese prima che Andromeda vendesse alla Lombardia Film Commission. «Il capitale sociale di 10 mila euro dell’azienda è stato versato dal titolare Pierino Maffeis», scrivono i detective dell’antiriciclaggio, che aggiungono: tuttavia sul suo «conto corrente lo stesso giorno viene accreditato un bonifico di pari importo da parte di Barachetti Service». Il proprietario della Eco è di Gazzaniga, provincia di Bergamo, 5 mila anime in Val Seriana, paese natale di Di Rubba.

Non tutti i soldi della Lombardia Film Commission finiscono però a Barachetti e Maffeis. Una parte, dopo alcuni giri, termina sui conti di società di proprietà o molto vicine ai commercialisti della Lega. I documenti dell’antiriclaggio mostrano versamenti fatti proprio dalla Eco srl – tre bonifici, per circa 60 mila ero – allo studio Dea Consulting di Di Rubba (all’epoca anche di Andrea Manzoni), allo studio Cld e allo studio Sdc (fondato con capitale della Dea Consulting). L’immobiliare dal proprietario segreto, sei giorni dopo la chiusura dell’affare Cormano, ordina pagamenti per 178.500 a Sdc. Proprio la società fondata con capitale del duo Di Rubba-Manzoni, la coppia di commercialisti che hanno fatto carriera con Salvini al comando della Lega, i professionisti pagati dal partito, nominati su poltrone pubbliche e private, amici da una vita del tesoriere Giulio Centemero, con cui hanno fondato anche l’associazione Più Voci (al centro di indagini per finanziamento illecito) e suoi soci in affari.

La fine della storia: da chi ha acquistato l’immobiliare Andromeda pagandolo 400 mila euro e incassando il doppio dalla fondazione pubblica a guida leghista? Proprio dalla società Paloschi Srl, oggi cancellata, di proprietà di Luca Sostegni. Oggi fermato a Milano.

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