Cultura e scienze

L'immigrato pagato per finire su Quinta Colonna

Aziz Essalmi, marocchino 27enne, era stato il protagonista della puntata di «Quinta colonna» trasmessa da Rete 4 lo scorso maggio: era intervenuto nel collegamento in diretta dal piazzale della Stazione di Padova, dedicato alle due manifestazioni favorevoli e contrarie ai profughi di quei giorni. Davanti alle telecamere aveva litigato con pensionati e commercianti padovani, criticando il sindaco Massimo «Bitonji» Bitonci sul tema caldo dell’immigrazione. Non solo: l’ex presidente del consiglio comunale Roberto Marcato, in studio, lo aveva riconosciuto come ladro di biciclette grazie al messaggio ricevuto tramite WhatsApp da un telespettatore. Aziz, non contento della figuraccia rimediata, si lancia in un ballo pelvico con un sorriso di sfida. Marcato, dallo studio, gongola: “Questa è la gente che vuole la Padova che accoglie”.
aziz essalmi quinta colonna
Solo che c’è un problema: Aziz ha raccontato il 15 luglio al Corriere del Veneto che la scenetta era tutta programmata: «La mia partecipazione era programmata – rivela il marocchino -. Abbiamo parlato un’ora prima e mi hanno chiesto di partecipare all’intervista, io ho accettato e ci siamo messi d’accordo per farla. Sapevo che mi avrebbero riconosciuto come ladro, perché ci siamo messi d’accordo su questo. So io perché ho accettato, ma non posso dire se ho ricevuto soldi». Al Fatto Quotidiano di oggi Aziz dice di più:

“Mi avevano promesso un regalo”. Un vero affare per la trasmissione di Paolo Del Debbio: Aziz racconta infatti di avere ricevuto duecento euro in contanti, cento in meno del finto rom islamista già smascherato da Striscia La Notizia. “Mi hanno chiamato (i giornalisti della trasmissione,ndr) mentre ero in stazione. C’era un leghista padovano e un giornalista. Mi hanno spiegato quello che dovevo dire: Marcato mi avrebbe chiesto della mia fedina penale e mi hanno detto di dire che ‘non c’è niente’. Anche sulle contestazioni a Bitonci ci siamo messi d’accordo, io non sapevo nemmeno chi fosse. Sapevano anche dei miei precedenti penali, mi hanno chiamato perché mi conoscevano già”. Secondo Aziz, anche “il gesto”, ovvero l’irridente balletto pelvico, sarebbe stato commissionato. “Mi avevano detto che sarebbero bastati cinque minuti: io avevo bisogno di soldi e ho accettato”.
L’effetto di quel collegamentosi fa sentire nei giorni successivi:il video diventa virale, tuttii quotidiani veneti riprendonola notizia, mentre Aziz per il-Giornale.it diventa addirittura“un profugo”, peraltro “arrestato quattro volte”. La redazione di Quinta Colonna respinge al mittente tutte le accuse e replica così al Corriere del Veneto: “Siamo dei professionisti seri, non sapevamo nemmeno chi fosse l’uomo che è intervenuto in trasmissione. Stiamo parlando della parola di un pregiudicato che getta ombre sul lavoro di professionisti”. Lo stesso pregiudicato che, con la sua scenetta, aveva gettato ombre sulla manifestazione contro il razzismo.