Economia

La lettera della UE sulla Manovra del Popolo

La lettera della Commissione Europea al governo italiano in cui si chiedono chiarimenti circa il Documento programmatico di bilancio appena licenziato dai gialloverdi è stata consegnata a mano dal commissario agli affari europei Pierre Moscovici e dal vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, a Giovanni Tria, ministro dell’Economia. La Commissione europea ha chiesto all’Italia di rispondere…

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La lettera della Commissione Europea al governo italiano in cui si chiedono chiarimenti circa il Documento programmatico di bilancio appena licenziato dai gialloverdi è stata consegnata a mano dal commissario agli affari europei Pierre Moscovici e dal vicepresidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, a Giovanni Tria, ministro dell’Economia. La Commissione europea ha chiesto all’Italia di rispondere “entro lunedì 22 ottobre 2018 a mezzogiorno”. La Commissione “vuole continuare un dialogo costruttivo con l’Italia al fine di arrivare a una valutazione finale”, del quadro programmatico di bilancio presentato dal governo, si legge nel testo. Cosa c’è scritto nella lettera della UE al governo italiano?

conti manovra deficit
I conti della manovra (Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2018)

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La Commissione europea ritiene che la manovra presentata dall’Italia indichi un “inadempimento particolarmente grave rispetto agli obblighi di politica di bilancio previsti dal Patto di Stabilità e Crescita”. La decisione del governo italiano di pianificare “un’espansione fiscale vicina al 1% di Pil, contro l’aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio dell’Unione Europea, e la dimensione della deviazione (un divario di circa l’1,5% del Pil) sono senza precedenti nella storia del Patto di Stabilità e Crescita”. In più,  il quadro macroeconomico alla base del progetto di bilancio non è stato approvato dall’apposito organismo indipendente, l’Ufficio parlamentare di bilancio, e questo, in base a una prima valutazione, rappresenta una violazione delle norme Ue.

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“Con il debito pubblico dell’Italia a circa il 130% del Pil, la nostra valutazione preliminare indica anche che i piani dell’Italia non assicurerebbero il rispetto con il criterio di riduzione del debito concordato da tutti gli Stati membri”, si legge nel testo.In passato, l’Italia era stata considerata inadempiente sulla regola del debito, ma il rispetto degli obblighi di riduzione del deficit strutturale era stato considerato come “un fattore rilevante chiave” che ha permesso di evitare una procedura, spiega la Commissione. Le conclusioni dell’ultimo rapporto sul debito sull’Italia, nel quale la Commissione aveva deciso di non aprire una procedura, potrebbero essere “riviste” alla luce della “deviazione significativa programmata” dal governo. La risposta di Tria, per ora, è molto diplomatica: “Abbiamo ricevuto la lettera con le osservazioni della commissione. Si apre quello che abbiamo definito un dialogo costruttivo partendo da valutazioni diverse sulla nostra politica economica. Abbiamo constatato queste valutazioni diverse, riteniamo di dovere approfondire le nostre spiegazioni delle ragioni della nostra politica, di far conoscere meglio alla commissione le riforme strutturali che porteremo avanti con la legge di bilancio e quindi di poter avvicinare speriamo le nostre posizioni”.

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