Cultura e scienze

Leonardo Metalli: il giornalista Rai sospeso per due status su Facebook

Leonardo Metalli, giornalista del Tg1 un tempo grillino e poi critico nei confronti di Grillo e Casaleggio, si è preso due giorni di sospensione dallo stipendio per aver criticato la RAI su Facebook. La storia la racconta oggi Franco Bechis su Libero:

Una delle due contestazioni a Metalli riguardava come detto una opinione espressa su Facebook, in questo caso in chiaro, sul Tg1. Ecco la frase incriminata: «Tutto fantastico per ilTg1 quello che fa il Governo. La realtà è molto diversa, pensionati senza cena e pochi regali di Natale per pagare le tasse sulla casa». Veramente all’acqua di rosa, se si ricordano le critiche espresse in pubblico, in interviste sulla stampa, in comunicati,in convegni su direzioni del Tg1 del passato (basti ripercorrere le dichiarazioni dei giornalisti della testata all’epoca di Augusto Minzolini direttore, per fare un esempio lampante). Per la Rai però questo banale post sarebbe «lesivo dell’immagine e del prestigio dell’azienda,anche in relazione alla sua natura di concessionaria di pubblico servizio».Non solo, ma Metalli avrebbe l’aggravante di avere risposto a un utente che commentava acido quella osservazione: «Pensa, ci lavoro e non riesco a cambiare niente». Per la Rai così «è venuto meno agli obblighi di diligenza,correttezza e buona fede derivanti dal rapporto di lavoro».

Insomma, sembra davvero un’esagerazione. La seconda sanzione è arrivata invece per uno status scritto in un gruppo privato, e grazie a qualcuno che ha fatto la “spia”:

Il secondo episodio è invece quello scoperto infiltrandosi nel gruppo chiuso di Facebook, probabilmente grazie alla compiacenza di un altro dipendente che era lì a fare la spia alla direzione risorse umane. Il «fattaccio», sarebbe avvenuto il 15 dicembre, poco dopo che sulla stampa era emerso come la gestione del bar interno dei dipendenti era stata affidata a una cooperativa di Salvatore Buzzi, principale imputato dell’inchiesta su Mafia Capitale. Nel gruppo chiuso di facebook si discuteva della sorprendente rivelazione sotto una foto di Buzzi tratta dal materiale giudiziario. A mettere quella foto sarebbe stato Metalli, con sotto questa frase: «Le Olimpiadi della mafia a Roma.Già in corso. Il direttore generale voleva controllare gliorari dei giornalisti Rai e non si accorgeva che i Bar erano dei mafiosi». Avendo il gruppo chiuso la sostanziale funzione di gruppo sindacale, era una sorta di lamentela interna per un’azienda che faceva le pulci a piccole cose e le sfuggivano invece fattacci come quelli di Mafia capitale. Pur avendo acquisito il post con un controllo che non sembra avere rispettato la legge sulla privacy, l’azienda ha comminato in questo caso due giorni di sospensione per violazione del codice etico e del regolamento di disciplina aziendale.

E anche qui, la situazione sembra quanto meno paradossale. Solidarietà a Metalli, ma soprattutto, cara Rai, dovevate proprio prendervela con quello che scrive su Facebook? Si vede che non avete visto che cosa mette su Youtube…