Attualità

Le chat tra Luca Sacchi e Anastasia Kylemnyk prima del delitto

anastasia kylemnyk 2

Valentina Errante sul Messaggero oggi racconta le chat tra Luca Sacchi e Anastasiya Kylemnyk prima del delitto. Le chat sono agli atti del fascicolo per omicidio, perché la tragedia che si è consumata davanti al pub John Cabot, lo scorso 23 ottobre, è stata l’epilogo di una trattativa per l’acquisto di droga. Settantamila euro, nascosti nello zaino di Anastasia secondo i carabinieri e la procura. Soldi che Valerio Del Grosso e il suo complice, Paolo Pirino, avrebbero voluto prendere senza dare in cambio “la merce”.

L’11 settembre Anastasia scrive a Luca: «Sei perfetto in tutto, perché sai frenarmi e invogliarmi allo stesso tempo». Due giorni, alle 18, dopo Luca annuncia alla fidanzata che sta per raggiungerla. E lei: «Non mi rompere, mi hai stufato. Non perché voglio che tu lo sappia, ma d’ora in avanti, te l’avevo già detto, faccio quello che voglio e non una relazione di costrizioni». «Non trattarmi così», ribatte Luca. Ti sto chiedendo solo di rispondermi».

E Anastasia:  «Ma che c… vuoi dire che io ti tratto come fai te? Che ti perculo davanti agli altri. O che per caso ti mando a casa col rischio che succede qualcosa e io me ne vado perché ho sonno o  perché mamma si preoccupa. Penso sempre in primis a te, in cambio ho un co… che mi dice che la mia vita fa schifo e mi sfogo con lui. Sappi che la mia vita ha cominciato a fare schifo da quando ci sei tu».

anastasia kylemnyk luca sacchi
La sequenza ripresa dalle telecamere (Il Messaggero, 4 dicembre 2019)

Il 15 settembre è Luca ad essere arrabbiato con Anastasia, le scrive parolacce, perché lei non risponde. «Non posso andare avanti così. Non riesco ad avere parole. Sono arrabbiatissimo con te». E Anastasia: «Ma perché, scusa. Ti ho detto che andavo a casa e sto a casa, perdonami». E lui: «Non mi sono fidato troppo perché eri un po’ fatta e avevo paura di qualsiasi cosa». Lei: «Vaffa…» E Luca: «Hai fatto proprio una cazzata grossa come una casa e ti giuro mi ha dato proprio fastidio. Ancora non ho risolto, per un motivo o per l’altro. Certe volte mi scordo, altre non se po’ fa’».

Leggi anche: La Ferrari di cittadinanza