Economia

«Le aziende dello Stato assumeranno un giovane per ogni pensionato»

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Il Messaggero oggi apre con un annuncio che porterà a scene di giubilo nelle edicole: le aziende dello Stato assumeranno un giovane per ogni pensionato. E chi è la fonte di questa mirabolante affermazione, di cui tra poco vedremo la portata? Il viceministro ai numeri Luigi Di Maio (zan zan zan!).

Dal vertice un primo risultato per il governo sarebbe uscito. Le controllate pubbliche si sarebbero impegnate, come ha spiegato Di Maio lasciando Palazzo Chigi, ad assumere un giovane per ogni dipendente che andrà in pensione il prossimo anno grazie alla riforma delle pensioni, la cosiddetta «Quota 100» messa in cantiere dal governo. È passaggio importante.

Sull’archiviazione della legge Fornero i mercati hanno un faro acceso. Fino ad oggi l’allungamento dell’età di pensionamento e gli automatismi, sono stati considerati una delle principali garanzie della tenuta del sistema pensionistico. Il governo deve dimostrare che la riforma non «sfascia i conti». L’unico modo è dimostrare che il piano rilancia l’occupazione. Eni, Enel, Terna, Ferrovie, Leonardo e le altre partecipate avrebbero dato la loro disponibilità.

investimenti pubblici

Siccome vi pare che la parola di Di Maio possa essere messa in dubbio, ciò significa che Eni, Enel, Terna, Ferrovie, Leonardo e le altre partecipate si sono impegnate ad assumere un numero piuttosto cospicuo di persone. Precisamente, si sono impegnate ad assumere 373mila cittadini, visto che questa è la stima dell’INPS su coloro che hanno almeno 62 anni di età (o più) e contano almeno 38 anni di contributi. Un impegno interessante, anche perché ad esempio ENEL oggi ha 63mila dipendenti. Insomma, sembra un piano fantascientifico, specialmente per aziende quotate in Borsa che devono giustificare gli aumenti di occupazione con gli investitori. Non sarà che le aziende hanno invece promesso che assumeranno una persona per ciascuno dei loro dipendenti che andranno in pensione con quota 100 e Di Maio ha capito male? Mentre il dubbio serpeggia c’è un altro numero interessante su cui è necessario indagare. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha infatti annunciato che le aziende investiranno 22 miliardi nei prossimi cinque anni:  nel perimetro rientrano Terna, Snam, Fincantieri, Italgas, Open Fiber, Ansaldo energia. Non ci sonoF s, né Poste. C’è però in compenso un altro problema: 22 miliardi in cinque anni fa in media la cifra importante di 4 miliardi l’anno. Nella lettera inviata al Sole 24 Ore sul suo piano Politeia il ministro Savona sosteneva che ne servissero 34 dalle aziende di Stato per quest’anno. Ci siamo quasi, dai.

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