Economia

Laura Castelli: «Niente tasse sui contanti»

Nel colloquio con Italia Oggi però Castelli è possibilista su un “riordino” dell’IVA

laura castelli 1

La viceministra Laura Castelli, riconfermata al ministero dell’Economia e delle Finanze dopo i tentativi di farla fuori, annuncia in un’intervista a Italia Oggi che non ci saranno tasse sul contante o sui prelievi. Nel colloquio con Cristina Bartelli Castelli è però possibilista su un “riordino” dell’IVA:

State valutando un riordino delle aliquote Iva?
Il tema ambientale deve passare anche dall’Iva. In tutto il mondo si sta discutendo dell’impatto ambientale dei prodotti che vengono immessi sul mercato, sia dal punto di vista della produzione, che del consumo e della vendita. In un’ottica più ampia bisogna lanciare un green new deal che promuova la riconversione del paese verso una progressiva e sempre più diffusa attenzione alla protezione della biodiversità e dei mari, al contrasto ai cambiamenti climatici, dando segnali positivi ad aziende virtuose in tal senso grazie all’introduzione di una addizionale Ires per chi non persegue un cammino di riduzione dell’inquinamento, sul quale ci sono ad oggi fondi a sostegno.

Cos’è?
Si vuole inserire nella fiscalità di un paese europeo una componente che riguarda l’impatto ambientale di una produzione della azienda. Oggi le imprese in Italia dovrebbero già fornire una certificazione di aver ridotto i propri impatti ambientali. Sul clima non si può più scherzare, accompagnando senza escludere nessuno in maniera graduale, siamo sicuri che coinvolgendo le parti sociali il tema potrà essere affrontato in manovra e non rimarrà solo uno slogan.

castelli spending review commissario - 3

Ci sarà una tassa sul prelievo del contante?
No, la proposta di mettere una quota su quanto prelevato allo sportello non esiste in questo ministero, e non esiste nella nostra testa. Esiste invece uno studio per agevolare i pagamenti elettronici. Ricordo che esiste una norma sull’obbligo del Pos mai realmente attuata in assenza delle sanzioni. Serve un lavoro di squadra, le banche ad esempio avrebbero già potuto togliere la commissione sui pagamenti di piccole cifre. C’è, insomma da accordare le corde e riuscire insieme a non avere sul punto più alibi.

Leggi anche: Perché la “tassa” sui prelievi bancomat non serve a nulla