Cultura e scienze

La tragedia infinita dell'Unità

unità edicola

Prende sempre più i contorni di una tragedia infinita quella che sta caratterizzando la nuova crisi dell’Unità. Oggi in prima pagina il quotidiano annuncia di non essere in edicola e che per il quarto giorno la redazione (senza stipendio) ha lavorato e confezionato il quotidiano che non sarà in edicola perché lo stampatore, che vanta crediti con l’azienda, ha fermato le rotative. “Dalla proprietà nessun segnale”, conclude sconsolato il comunicato del giornale che non c’è, stretto tra una crisi economica e l’indifferenza del Partito Democratico. La vignetta di ieri ritraeva Stefanelli e Pessina che venivano “inchiappettati” da Renzi, nel frattempo intento a girare con il Foglio, che se la prendevano con la redazione.
unità edicola 1
Quel che è peggio è che sul Fatto di oggi si racconta che la situazione potrebbe peggiorare a breve:

Quella che è certa è la perdita consolidata in questi tre anni di avventura editoriale dell’imprenditore milanese: circa 15 milioni. Il tesoriere del Pd, Bonifazi, ha manifestato più volte al socio privato l’intenzione di uscire definitivamente dalla proprietà del giornale. A questo punto Largo del Nazareno vorrebbe portare direttamente i libri in tribunale, magari arrivando al fallimento su sollecitazione del maggior creditore, lo stampatore, tanto per non metterci la faccia.

Talmente a breve che intanto si ipotizza per il quotidiano un cambio di linea: potrebbe diventare critica nei confronti del PD: «Il socio privato avrebbe minacciato addirittura di capovolgere la linea politica del giornale, finora di stretta osservanza renziana». E tutto questo non farebbe che confermare che in ogni tragedia c’è un tratto di comicità.