Economia

La sugar tax sulle bevande

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Nella manovra rientrerà “la cosiddetta sugar tax, che sarà limitata alle bevande e non si occuperà di merendine”. Lo chiarisce il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nell’intervista pubblicata oggi sul Sole 24 Ore. La tassa sulla plastica sarà “limitata agli imballaggi”, mentre “non ci sono interventi sui carburanti e non ci sarà l’intervento retroattivo sulle detrazioni di cui si è parlato”. Dopo conferme e smentite arriva il definitivo ok al varo della cosiddetta sugar tax, l’imposta sugli zuccheri aggiunti alle bevande che potrebbe valere circa 250 milioni all’anno di gettito: costerà 10 euro per ettolitro di prodotto finito, o 0,25 euro per chilo per i prodotti semilavorati. La tassa, anticipa il viceministro dell’Economia, Laura Castelli, nel corso di un Focus sulla Manovra con Il Sole 24 Ore Radiocor, sarà di 10 euro per ettolitro e di 25 centesimi al chilogrammo di polveri. L’imposta, prevista da metà 2020, sarà confermata nella stessa misura per i due anni successivi. “Per i sei mesi del 2020 – ha detto il viceministro – si stima un gettito di 200 milioni. La misura è già contenuta nel Documento programmatico di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri ed è dunque blindata, sta già nei numeri, la maggioranza è d’accordo. Il Paese invece – osserva il viceministro non e’ ancora pronto per l’estensione ad altri alimenti, come le merendine”. Ma il tema all’attenzione politica: “Due bambini su tre sono obesi, siamo in un momento storico in cui sentiamo la responsabilità di prenderci a cuore questi temi”, ha concluso Castelli.

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La tassa sulle bevande zuccherate in Europa (Corriere della Sera, 22 settembre 2019)

Anche in altri paesi d’Europa esistono misure simili. In Gran Bretagna c’è un aggravio di 20 centesimi per bibiti con 5-8 grammi di zucchero ogni 100 ml e di 27 cent per le bibite con più di 8 grammi di zuccero ogni 100 ml; in Irlanda sono 40 i centesimi di euro al litro mentre in Francia ci sono tasse pari a 0,045 euro al litro per le bevande con il 4% di zuccheri, 13,5 centesimi per quelle con il 10% di zuccheri e 23,5 centesimi per bevande con il 15% di zuccheri.  “Fermi tutti. Allora non era un’idea così campata in aria, no? Non mi aspetto di essere ringraziato dal governo per aver portato questa idea nel Paese, ma mi aspetto che i proventi vadano tutti a scuola, università e ricerca come nell’idea iniziale. Sarebbe il minimo sindacale”, ha esultato su Twitter il ministro della Pubblica Istruzione Lorenzo Fioramonti, che sarà invece molto probabilmente deluso sulla destinazione dei fondi. Secondo Assobibe, che riunisce i produttori di bevande, una imposta del genere produrrebbe una contrazione delle vendite del 30%, 10mila occupati a rischio e una chiusura dei bilanci in perdita per l’80% delle Pmi del comparto. Alla fine, sostengono da Assobibe, il gettito per le casse dello Stato sarebbe paradossalmente minore: dell’11% nel caso dell’Iva e del 15% nel caso delle tasse da lavoro.

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