Economia

La rivalutazione delle pensioni: 3 euro l’anno

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Arriva la mini rivalutazione per i redditi da pensione tra i 1.522 e i 2.029 euro lordi al mese (tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo) ma i sindacati attaccano dicendo che per i pensionati è solo “un’elemosina” e che ci sarebbe bisogno di molto altro. Nella manovra di bilancio che sta per approdare in Parlamento si prevede il recupero dell’inflazione piena per i trattamenti tra le tre e le quattro volte il trattamento minimo che quest’anno percepivano il 97% dell’inflazione. L’anno prossimo quindi si recupererà il 100% dell’aumento dei prezzi a fronte del 97% ma questo passaggio equivale ad appena tre euro l’anno in più (circa 25 centesimi al mese) per circa 2,8 milioni di pensionati mentre nulla cambia per coloro che hanno assegni pensionistici superiori a 2.029 euro lordi al mese.

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La rivalutazione delle pensioni (Libero, primo novembre 2019)

I sindacati ribadiscono le richieste sulla rivalutazione piena per una fascia più ampia dei pensionati oltre all’estensione della quattordicesima anche alle persone che hanno redditi pensionistici tra i 1.000 e i 1.500 euro al mese. Intanto appare confermato l’incontro tra la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo e i leader dei sindacati dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil previsto per lunedi 4 novembre. “Negli ultimi sette anni di blocco della perequazione – dice il leader dei pensionati Cgil, Ivan Pedretti – i pensionati – hanno lasciato allo Stato 44 miliardi. Il passaggio dal 97% al 100% della rivalutazione solo per le pensioni tra i 1.522 e i 2.029 euro lordi è’ un’elemosina. Confermiamo la manifestazione del 16 novembre”. In pratica a fronte di un’inflazione allo 0,3% invece che 76 euro circa in un anno di recupero dell’aumento dei prezzi se ne percepirebbero 79.

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