Cultura e scienze

La «querela» di Travaglio al Giornale

fabio franceschi fatto

Ieri Libero in un articolo a firma di Filippo Facci dal titolo “Libertà di stampa? Solo per sé. Travaglio querela tutti. E perde… La solita doppia morale”, nel quale si raccontava di una causa civile nei confronti del quotidiano per 49 articoli usciti nell’arco di anni che parlavano del direttore del Fatto.

Marco Travaglio e il suo avvocato Caterina Malavenda hanno querelato 49 articoli del «Giornale» più altri dei siti Dagospia e Macchianera. Si tratta di una causa civile che il 14 febbraio 2011 è stata intentata principalmente al «Giornale» e che mirava a 400mila euro di risarcimento più la pubblicazione della sentenza su tre quotidiani, a caratteri doppi del normale. Per Travaglio dal marzo 2008 a dicembre 2009 «con cadenza giornaliera è stato oggetto di attacchi diffamatori, insulti personali e notizie false e denigratorie». La sentenza ha negato un risarcimento e ha stabilito che anche «la richiesta di pubblicazione della sentenza deve essere rigettata», mentre le spese processuali s’intendono«integralmente compensate tra le parti».

marco travaglio
Oggi Travaglio risponde sul suo quotidiano:

Siccome poi queste fregnacce circolano sul web, preciso che è tutto falso. Non ho querelato giornalisti: ho fatto causa civile alla società editrice del Giornale per la campagna diffamatoria condotta per anni e a più firme con insulti e fatti falsi. Ma, soprattutto, non ho affatto “perso” il processo, anzi: il giudice – come ricorda l’articolista, in contraddizione col titolo – ha ritenuto diffamatori tre degli articoli citati –due dei quali del mèchato, che si guarda bene dal riferirlo –, dandomi ragione. Ma poi ha omesso di liquidare il risarcimento. Mi apprestavo a fare appello, quando Il Giornale, pronosticando che avrebbe dovuto rifondermi i danni, si è offerto di farlo subito per chiudere lì la causa e mi ha liquidato 18 mila euro di risarcimento e 7 mila di spese legali.Auguro al mèchato di perdere tante cause come io ho perso questa.