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La procura apre un fascicolo sulla bambina infettata dal tetano a Torino

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La procura di Torino ha aperto un fascicolo, al momento senza ipotesi di reato né indagati, sul caso della bambina di 7 anni ricoverata all’ospedale infantile Regina Margherita per un’infezione da tetano. La bimba non era stata sottoposta alla profilassi contro il tetano e a nessuna delle vaccinazioni classificate come obbligatorie dal decreto Lorenzin.

La procura apre un fascicolo sulla bambina infettata dal tetano

Il caso era venuto alla luce l’8 ottobre scorso. La Stampa ha raccontato che dovrebbero essere presenti documenti che certificano la convocazione dei genitori al centro di Igiene per tre volte, la loro mancata presenza, la segnalazione alle autorità e agli assistenti sociali e, in ultima istanza, la firma da parte della famiglia dell’accettazione di responsabilità per il mancata vaccinazione. Anche su questi aspetti sono in corso verifiche. Si calcola che siano almeno 30mila i bambini che ogni anno non fanno il vaccino contro il tetano, previsto tra il terzo e il sesto mese: la percentuale di copertura è del 93,7%, in calo rispetto al 96,6% di dieci anni fa. I casi di tetano sono una sessantina ogni anno, la percentuale di mortalità quando la malattia arriva ai polmoni è del 33%. Il padre della ragazzina aveva difeso la sua scelta in un’intervista rilasciata alla Stampa che era stata criticata dall’infettivologo Roberto Burioni su Facebook.
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Successivamente era stato accertato dall’ospedale che la bambina aveva preso davvero il tetano. Lo confermò all’ANSA il dottor Giorgio Ivani, primario di Rianimazione all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino: “La diagnosi clinica ci ha permesso di stabilire con certezza che si tratta di un caso di tetano”. La piccola paziente resta ricoverata. Gli esami ematologici hanno inoltre confermato che non era vaccinata. Come suggerito dagli infettivologi della Città della Salute, e come previsto dalla prassi, è stata vaccinata. La Rianimazione del Regina Margherita, ricorda ancora il primario Ivani, è stata una delle prime in Italia “a consentire ai genitori di assistere i piccoli pazienti giorno e notte”.