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La piazza "strapiena" di Matteo Salvini ad Ancona che non lo era

Giovanni Drogo|

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«Piazza strapiena ieri ad Ancona stamattina! Emozionante. Più ci attaccano, più cresciamo». Matteo Salvini è ancora molto emozionato (al punto di non ricordare se era ieri o questa mattina) per la giornata di ieri ad Ancona con il suo strepitoso comizio in Piazza del Plebiscito. Ma ieri in piazza a sentire Salvini non c’era una folla oceanica, e soprattutto la piazza non era affatto strapiena.

Matteo Salvini e le folle oceaniche che non lo sono

Questo non vuol dire che Salvini non vada “forte” nei sondaggi (anche se sono mesi che sta “volando” nei sondaggi ma è sempre sulle stesse percentuali) o che la Lega non sia un partito in grado di raccogliere una grande quantità di consensi. Semplicemente ieri, ad Ancona, i simpatizzanti della Lega e di Matteo Salvini non erano così tanti quanto la macchina della propaganda vorrebbe far credere. E non è la prima volta che accade. Qualcuno ricorderà le folle oceaniche che accoglievano Salvini quando faceva campagna elettorale in Sicilia, oppure quando i social media manager ci volevano convincere del “bagno di folla” di Salvini a Bari.

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Spesso e volentieri Salvini fa comizi per pochi intimi che però vengono sempre raccontanti con toni roboanti e trionfalistici. Ed è su questo aspetto che il movimento delle sardine ha saputo colpire uno dei punti deboli della macchina della propaganda leghista: Salvini non è quello che riempie le piazze ovunque vada. E questo significa che non è l’idolo delle folle che ci vogliono far credere. È un politico che senza dubbio raccoglie voti, tanti, ma non perché sta in mezzo alla gente, perché quando ci va di gente ce n’è pochina. Per rivelare il trucco basta allontanarsi dalla scena del trionfo salviniano, con il sedicente Capitano che scende gli scalini della chiesa di San Domenico sulle note del classico “Nessun dorma” che accompagna da anni le sue ascese su palchi, palchetti e sgabelli.

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Perché inquadrata dal palco ai piedi della scalinata la piazza sembra lunghissima e strapiena. Ma se si ribalta la prospettiva tutto cambia. Ad esempio inquadrando la stessa piazza alla stessa ora, intorno a mezzogiorno di ieri, dal fondo. Come in questa foto qui sotto, pubblicata nel gruppo Facebook delle sardine marchigiane.

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Un’altra prospettiva è quella di guardare la piazza strapiena dall’alto della scalinata (si è all’incirca lo stesso momento ripreso da due angolazioni diverse). Qualche centinaio di persone o poco più strette strette attorno al palco. Ma non è certo l’immagine della “piazza strapiena” che uno si aspetta leggendo le parole di Salvini. Perché quelle parole non sono rivolte a chi ad Ancona c’era, e sa bene quanti erano, ma alla platea dei social, che è più facilmente manipolabile.

Cosa ci racconta questo di Salvini? Senza dubbio che dal punto di vista propagandistico fa ancora affidamento sulla narrazione del “popolo è con me” contro quelli che stanno rinchiusi nel Palazzo (qualsiasi palazzo, qualsiasi cosa stiano facendo, magari votando). Una narrazione efficace senza dubbio, ma che non sempre rispecchia la realtà. Eppure Salvini non si ferma, un po’ perché vuole dimostrare che lui è l’unico leader che in piazza ci va sempre e comunque, anche al costo di prendersi qualche fischio e qualche insulto, un po’ perché ha capito che è un racconto che funziona. Ed è per questo motivo che le sardine gli danno fastidio. Non perché cantano “Bella Ciao” o manifestano “contro l’opposizione”, ma perché si stanno prendendo quelle piazze che nell’immaginario collettivo appartengono a lui (confrontate la foto della manifestazione del 5 dicembre ad Ancona). Basterà?

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