Cultura e scienze

Sta per piovere, me lo dice la tibia

tempo

 

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(fonte: Wikipedia.org)

Wired ha pubblicato oggi un articolo che fa finalmente chiarezza su uno dei grandi misteri del corpo umano: la capacità di sentire il tempo nelle ossa. Capita a molti, generalmente a chi in precedenza ha subìto una frattura o ha una certa età di sentire un dolore o un fastidio nelle ossa o nelle articolazioni che preannuncia un cambiamento del tempo atmosferico. A quanto pare questo argomento on interessa solo le vostre nonne ma anche alcuni medici che hanno svolto diversi studi per capire la correlazione tra cambiamenti della pressione barometrica e dolori articolari.
 
GLI STUDI SCIENTIFICI
Uno dei primi studi risale al 1990 ed è stato svolto dall’University of Pennsylvania. Scopo dello studio era cercare di capire gli effetti causati da un simultaneo cambiamento di pressione e umidità. La ricerca è stata svolta su quattro pazienti (un numero decisamente esiguo) affetti da artrite che sono stati fatti entrare all’interno di un ambiente dove i ricercatori avevano la possibilità controllare sia il livello di umidità che la pressione barometrica. In questo modo era possibile simulare “in laboratorio” le variazioni atmosferiche. Dei quattro partecipanti all’esperimento, tre hanno riportato di sentire un dolore maggiore quando c’era un abbassamento della pressione atmosferica.
 
(fonte: Wikipedia.org)
(fonte: Wikipedia.org)

PRESSIONE ATMOSFERICA E ARTRITE
Un secondo studio più recente (del 2007) ha comparato i racconti di circa duecento pazienti con i dati delle stazioni meteorologiche (situate al massimo ad due km di distanza dall’abitazione del paziente). L’età media dei pazienti era di 60 anni e tutti soffrivano di artrite. I resoconti dei pazienti, incrociati con i dati atmosferici registrati nella loro zona di residenza hanno evidenziato l’esistenza di una correlazione tra l’aumento del dolore alle ossa e alle articolazioni (in special modo a quelle del ginocchio) nell’immediata precedenza di un cambiamento della pressione atmosferica. Non si è riusciti a stabilire il motivo, dal momento che lo studio degli effetti dei cambiamenti atmosferici sulle articolazioni richiederebbe procedure invasive. Lo studio però sottolinea come tra le possibili cause potrebbe esserci anche la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno delle abitazioni. La tendenza a non uscire di casa in situazioni di cattivo tempo inoltre, limita l’accuratezza del test perché esclude le situazioni meteorologiche avverse e quindi l’esposizione dei pazienti al clima all’esterno della casa. I ricercatori ammettono infatti di aver alcuna informazione circa le attività svolte dai partecipanti allo studio, i dati venivano ricevuti sia che il partecipante svolgesse delle attività all’aperto sia che rimanesse all’interno della propria abitazione. Lo studio in definitiva suggerisce l’esistenza di una correlazione tra l’aumento della pressione barometrica e l’aumento del dolore percepito dal paziente. Non è possibile però stabilire un ulteriore rapporto tra cambiamenti atmosferici e dolore alle articolazioni poiché, come dicono i ricercatori, non la correlazione tra variazioni nella pressione e tempo atmosferico non è lineare dal momento che intervengono anche altri fattori che non sono stati presi in esame.
 
NONNA, STA PER PIOVERE?
L’ipotesi finale formulata dai ricercatori è quella che la pressione atmosferica influenzi in qualche modo il comportamento dei fluidi che regolano il corretto funzionamento delle articolazioni, influenzando la pressione intraarticolare. In pazienti che presentano problemi alle articolazione (come i pazienti artritici) è possibile che le variazioni della pressione abbiano un effetto maggiore. Naturalmente quest’ipotesi è lontana dall’essere confermata e soprattutto si è lontani dal poter dire che chi soffre di dolori articolari ha delle capacità divinatori in campo meteorologico. Anche perché ci sono persone che, pur soffrendo di dolori alle articolazioni, non sono in grado “di sentire” i cambiamenti atmosferici. Va fatto notare che nessuno degli studi ha preso in considerazione lo stato dell’umore dei pazienti nel momento in cui provavano maggiore o minore dolore. Certo, non è possibile percepire un cambiamento della pressione così come si vede il cielo rannuvolarsi, ma non è da escludere la possibilità che il mood dei pazienti possa influenzare la percezione del dolore.