Cultura e scienze

Davvero al gorilla Koko interessa il problema del riscaldamento globale?

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Koko è una femmina di gorilla molto particolare, non solo conosce e comunica tramite il linguaggio dei segni (conosce 1000 parole) ed è stata molto amica di Robin Williams ma è anche un’amante dei gattini e per questo è un personaggio molto famoso sull’Internet, con il quale condivide la passione per i felini pucciosi. Qualche tempo fa, in occasione del vertice sul riscaldamento globale COP21 tenutosi a Parigi, Koko ha “lanciato un appello all’umanità” in qualità di Voce della Natura. Nel video-messaggio Koko ci “invita” a prenderci cura della natura e a proteggerla, perché tutti – uomini, gorilla, piante e altri animali ne facciamo parte.

 
Un messaggio efficace, perché invece che essere i soliti noiosi umani a chiederci di rispettare l’ambiente è un gorilla. Nessuno però si aspettava che ci fosse qualcuno che credesse realmente che Koko, spontaneamente avesse deciso di lanciare un messaggio all’umanità. Eppure, stando a quanto ci rivelano quelli di Protesi di Complotto c’è chi crede che il pur molto intelligente gorilla Koko abbia chiesto ai suoi amici umani di prendere la telecamera per girare un video. A cadere nell’errore – ovviamente – a una di quelle pagine che promuovono il risveglio della coscienza globale spacciando quotidianamente bufale su massoneria, geoingegneria clandestina e New World Order: Controinformo.

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Credits: Protesi di Complotto via Facebook.com

Accidenti, anche gli scienziati sono sconvolti, come ha fatto Koko a fare tutto questo da sola? Semplice, ce lo spiega la Gorilla Foundation che è l’associazione che si prende cura di Koko da più di quarant’anni. Il video in realtà, come probabilmente tutti avranno capito, il video è frutto di una serie di riprese montate assieme. Certo, Koko è stata “brevemente informata” su quello di cui si stava discutendo a Parigi, ma quello che non vediamo nel video (strano che proprio coloro che passano la vita ad analizzare i pixel non se ne siano accorti) sono le domande con le quali gli umani stimolano Koko a “pronunciare” le parole che poi andranno a costituire il messaggio del video. Questo non significa che il messaggio sia un trucco da baraccone, perché in più occasioni Koko ha dimostrato di provare profonda empatia nei confronti degli altri esseri viventi (in particolare dei gattini) ma da qui a pensare che gli “scienziati” possano essere sconvolti da un video che è dichiaratamente montato apposta ce ne vuole. Anche perché la Gorilla Foundation spiega chiaramente che Koko stava improvvisando su un copione preparato in precedenza e che alcune parole utilizzate dal gorilla nell’appello all’umanità come “proteggere” e “natura” sono state insegnate a Koko proprio in occasione delle riprese:

We also presented her with a script drafted by NOE (as any celebrity ambassador asked to do a PSA would expect) and allowed her to improvise during s series of brief daily video discussion sessions, in which Koko also had to learn a few new signs, such as “Protect” and “Nature.”

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Le critiche degli studiosi di comportamento animale all’iniziativa della Gorilla Foundation

Difficile pensare quindi che Koko si sia alzata di buon mattino con l’idea di fare un video del genere, come invece il post clickbait di Controinformo vorrebbe fare credere. C’è infine un’altra questione, ben più interessante di sapere in che modo Koko è stata spinta a recitare nel video. Ed è quella riguardante il fatto se un gorilla possa o meno comprendere concetti complessi (i quali molti umani della sottospecie “complottisti” dubitano esistano realmente) come il surriscaldamento globale e i processi di cambiamento climatico. Herbert Terrace, direttore del Primate Cognition Lab alla Columbia University, intervistato dall’Huffington Post ritiene che ciò non sia possibile. Ancora più duro Frans de Waal, primatologo e autore del best-seller Naturalmente Buoni, che ritiene che i termini utilizzati da Koko nel video vadano ben oltre le capacità di comprensione di un gorilla e che non facciano nemmeno parte delle cose alle quali un gorilla possa essere interessato. Ed è qui il vero trucco di quelli della Gorilla Foundation: Koko stava “solo” ripetendo quello che i suoi umani le stavano dicendo di dire. Insomma, Koko, che parla un po’ come il saggio Maestro Yoda, non parlerebbe davvero così e nemmeno si interesserebbe a certi argomenti se non venisse guidata dagli istruttori umani che contribuiscono a plasmare la falsa l’impressione che abbiamo dei primati come di una versione “più saggia” dell’uomo perché più a contatto con le misteriose “forze della natura”.