Cultura e scienze

«Immigrati? Noi prendiamo i cristiani»

giornale sciopero

Un po’ come le discoteche che fanno selezione all’ingresso, Alessandro Sallusti se ne esce con una propostona sull’emergenza profughi: visto che la Merkel si prende solo i siriani, noi ci prendiamo solo i cristiani. Inutile star lì a spiegare che la Germania ha “scelto” una nazionalità e un paese sconvolto dalla guerra civile, mentre prendere solo “i cristiani” in primo luogo è un metodo di selezione piuttosto curioso, visto che la religione dovrebbe essere dichiarata dal migrante e non è detto che si dichiari il vero, e in secondo luogo che questa sarebbe una discriminazione su base religiosa: Sallusti ormai ha deciso. E quando si mette in testa una cosa, c’è poco da discutere:

.Delle oltre duecentomila persone sbarcate quest’anno sulle nostre coste, si calcola che almeno uno su otto sia cristiana: parliamo quindi di ventimila disgraziati fratelli di fede. Molti di loro si sono portati appresso il certificato di battesimo pensando costituisse un lasciapassare nell’Occidente cristiano, a maggior ragione nel Paese dove impera il vicario di Cristo. Non è stato così: quel certificato – a differenza dal passaporto siriano caro alla Merkel – è ritenuto da noi carta straccia. Non voglio scomodare Papa Francesco, che ha molte cose a cui pensare, ma quel gregge di fedeli perseguitato perché crede nel nostro stesso Dio, disperso nei nostri campi profughi o accampato in chissà quale periferia, merita una corsia preferenziale.
Riconoscendo, come sosteneva l’atea Oriana Fallaci, che «è il cristianesimo a garantire la libertà dell’Occidente». Se la statista Merkel può dettare le sue preferenze, perché il nostro governo non potrebbe fare altrettanto? Senza scomodare il basilare concetto di «immigrazione culturalmente compatibile» caro a una parte della Chiesa, facciamo valere nelle graduatorie degli aventi diritto all’accoglienza il certificato di battesimo. È un bel passaporto. Lo stesso nostro.

immigrati noi prendiamo i cristiani