Cultura e scienze

«Il Secolo d'Italia, un giornale morto che ci costa due milioni l'anno»

Ieri le agenzie hanno battuto una notizia burocratica, apparentemente priva di grande interesse: il consiglio di amministrazione della Fondazione di Alleanza Nazionale ha votato una delibera che fissa al 3 ottobre l’assemblea degli iscritti, con un approfondimento giuridico sui poteri della Fondazione. Eppure, dietro il linguaggio a prima vista anodino si nasconde uno scontro violento tra le due anime di quel che resta di An. Da una parte, chi vuole riesumare la Fondazione per far rinascere un partito di destra; dall’altra, chi punta a congelare la Fondazione e a farne solo uno strumento di «memoria storica». In mezzo, un tesoretto decisamente consistente, mobiliare e immobiliare, per un totale approssimativo di 230 milioni di euro, eredità di un partito che non c’è più. Alessandro Trocino sul Corriere della Sera riporta gli sfoghi di Massimo Corsaro, ex Fratelli d’Italia:

Massimo Corsaro fino aquattro mesi fa faceva parte diFratelli d’Italia. Non solo condivide la tesi di chi nega la possibilità che la Fondazione diventi un partito, ma contesta anche la gestione di questi anni: «Il cda non ha fatto nulla. E ha perso soldi. Ha messo a disposizione del commissario liquidatore di An 12 milioni, quando le passività erano solo di 600-700 milioni. Ha sperperato in spese legali. E mantiene un giornale morto, il Secolo d’Italia, che ci costa 2 milioni all’anno.
E che dà lo stipendio a ex parlamentari,come Landolfi, Moffa e Bocchino e a parenti di altri parlamentari».Insomma, lo scontro è solocominciato. E l’atto finale saràil 3 ottobre (non il 17 luglio comeavevano chiesto alcuni). Mail punto dirimente lo deciderannoi giuristi: la Fondazionepuò tornare associazione, equindi partito, oppure non ènella disponibilità dell’assembleauna decisione del genere?

fondazione alleanza nazionale
“La convocazione all’unanimità dell’Assemblea degli iscritti della Fondazione di Alleanza Nazionale per il 3 ottobre apre un tempo di riflessione e di confronto sufficientemente lungo per trovare le strade piu unitarie possibili per riunificare la destra politica italiana”, dichiara Francesco Biava, vice presidente della Fondazione An. “Domani il tema è posto anche all’attenzione della direzione di Fratelli d’Italia -aggiunge- dove ci auguriamo che l’unico partito di destra che oggi ha rappresentanza parlamentare si faccia promotore di importanti iniziative per costruire una casa comune in cui tutti possano stare senza egemonie e senza subalternità”.