Cultura e scienze

Il ridicolo misticismo di Franco Battiato a Otto e 1/2

Continua a Otto e Mezzo la sfilata di tuttologi prestati all’analisi politica con il formato collaudato del giornalista che fa da contraltare all’artista di turno. Ieri da Lilli Gruber c’erano Franco Battiato e Marco Travaglio che hanno parlato di Sicilia, di Renzi, di sinistra, di spiritualità e del Papa. Il tutto ovviamente senza riuscire a dire niente. Perché Battiato è fatto così, è uno che nei discorsi si nasconde e non si rivela. Uno spettacolo simile a quello offerto da Sabina Guzzanti l’altroieri.

Le pause drammatiche di Franco Battiato

Franco Battiato, musicista, poeta, regista, mistico e soprattutto Maestro ha dispensato i suoi aforismi. Riguardo al ponte sullo Stretto che forse si farà «ma non è una cosa facile perché dovrebbero smantellare tutto e poi con questi traghetti è un po’ così così». Sulla mancanza d’acqua a Messina che per risolverla sarebbe il caso di «chiamare qualcuno dal Nord, magari dalla Germania». E i politici che ovviamente sono marci, «incapaci di spogliarsi della loro bestialità, una bestialità in giacca e cravatta» Battiato salva solo i sindaci, che però non sono politici, sono un’altra cosa. Non è chiaro se Battiato intenda i sindaci tipo Peppone, gente che lavora per il bene dei cittadini o persone come De Luca, Orsoni, Brugnaro, Alemanno o Marino. Tocca a Travaglio a fare l’esegesi in diretta dei koan di Battiato, a spiegare le motivazioni per cui il Ponte sullo Stretto non si farà, che quei pochi politici onesti sono piccole sacche di resistenza.
beppe grillo franco battiato otto e mezzo

Il quantismo di tipo politico

Inevitabile la domanda sul motivo per cui Battiato abbia abbandonato il suo incarico di assessore alla cultura nella giunta Crocetta. Battiato spiega che le cose andavano bene, pure i 5 Stelle lo apprezzavano arrivando a dire che gli avrebbero affidato i soldi. Peccato che le cose in realtà non stessero proprio così, qualcuno si ricorderà il post di Beppe Grillo che sconfessa proprio questa lettura della situazione politica siciliana da parte del Maestro. Critiche alle quali Battiato aveva risposto dicendo che Grillo stava esagerando paragonando la figura di Casaleggio a quella del Cardinale Richelieu. Certo, è vero che Grillo qualche tempo prima della rottura aveva anche detto che “il modello Sicilia è meraviglioso”, quindi alla fine uno può prendere in considerazione il Grillo che gli va più a genio. Forse si tratta proprio di quel quantisimo di tipo politico cui fa riferimento Battiato ad un certo punto, spiegando che prima di essere cacciato dalla giunta della Regione Siciliana stava lavorando ad un progetto molto interessante di musica quantistica (oramai basta mettere un riferimento alla teoria quantistica per rendere tutto scientificamente mistico) e di quantismo di tipo politico per il quale erano tutti contenti. Poi la storia del Battiato politico è finita nel modo che sappiamo, con il Maestro cacciato per aver detto che il Parlamento italiano è pieno di troie.

L’ego del padrone

Nella seconda parte Travaglio smette i panni dell’esegeta per vestire quelli del fan-boy, che imita Battiato nella trasmissione di Victoria Cabello e che sale sul palco con il Maestro a cantare L’era del cinghiale bianco, se fossi stato nel pubblico avrei chiesto indietro i soldi del biglietto. Ma bisogna pur gratificare lo straripante ego di Travaglio in qualche modo, e non si può ridurlo per un’intera mezz’ora a cercare di interpretare il Maestro, novello Manlio Sgalambro.

Le supercazzole di Battiato

Poi viene fuori il Battiato profeta, quello che già nel 2012 diceva che Renzi non lo convinceva poi tanto e che voleva dare un contributo alla sinistra italiana più per una motivazione mistico-creativa che per una convinta adesione al programma politico o anche solo agli ideali che un tempo ispiravano la sinistra. Dal momento che è un artista, quindi un creativo, lui usa molto l’emisfero sinistro ed è pertanto naturalmente portato dalla sua inclinazione artistica a stare a sinistra. Una spiegazione che riassume un percorso spirituale che dovrebbe far rivalutare a tutti quello, se non altro molto più sofferente, di Giovanni Lindo Ferretti. Battiato – spiega – ha appreso dai grandi mistici che il cuore sta a destra mentre al centro della mente c’è il terzo occhio, quello spirituale. Ma in fondo questo è il solito Battiato, quello che evoca dei discorsi ma non li pronuncia, che lancia delle parole in aria per distrarre l’ascoltatore. Un Battiato che nonostante i cambiamenti mistici e sensuali è rimasto sempre lo stesso di quello della prima apparizione televisiva a La Torre di Caterina Caselli e Giorgio Gaber. Ecco tutto quello che aveva da dire qualche tempo fa a proposito un caso che scuoteva il mondo, quello di Salman Rushdie e della fatwa dell’aytollah Kohmeini.