Cultura e scienze

Il nuovo caso Stamina in Parlamento

Un emendamento alla legge di Stabilità 2016 non diverso dal famigerato decreto Balduzzi – quello che dava via libera alla banda Vannoni & Co. – sostituendo la sperimentazione della pseudoterapia «stamina» bloccata per inconsistenza scientifica con una nuova, stanzia 3 milioni di euro in due anni, per «realizzare una sperimentazione clinica di fase due basata sul trapianto di cellule staminali cerebrali umane in pazienti affetti da Sclerosi Laterale Amiotrofica». Requisiti, scrive oggi sulla Stampa Gilberto Corbellini, professore alla Sapienza di Roma, che in Italia ha soltanto il prof. Angelo Vescovi. Una norma ad personam anziché un bando pubblico.

Il nuovo caso Stamina in Parlamento

Angelo Luigi Vescovi, biologo e farmacologo, è direttore scientifico della Casa Sollievo della Sofferenza. Qualche mese fa Vescovi ha presentato il suo trial scientifico, che ha sperimentato l’utilizzo su pazienti con SLA di cellule staminali cerebrali umane prodotte in stretto regime GMP (Good Manufacturing Practice) e certificate dall’AIFA.

Si tratta di una sperimentazione di cui si parla da molti anni, il cui primo trapianto era avvenuto nel giugno 2012, su un uomo di 31 anni: era il primo al mondo. La sperimentazione è terminata il 5 giugno 2015, con il trapianto delle staminali nel midollo nel diciottesimo paziente. Non sono stati rilevati eventi avversi importanti imputabili alla procedura chirurgica o alle cellule trapiantate e i risultati clinico-chirurgici sono significativamente migliori della sperimentazione parallela che si sta svolgendo in contemporanea negli Stati Uniti.

Nell’occasione si annunciava la partenza della fase 2 della sperimentazione, in cui è previsto il trapianto in 60-80 pazienti SLA: dopo aver verificato la sicurezza delle cellule e della modalità operativa, si punta ora a individuare il dosaggio e verificare il grado di efficacia delle cellule staminali cerebrali usate in questa prima fase. Proprio questo non piace a Corbellini:

L’emendamento purtroppo non dice che si stanziano 3 milioni da destinarsi a chi farà il protocollo migliore sulla base di un bando pubblico per una sperimentazione clinica di staminali neurali per il trattamento della Sla. É singolare che si diano soldi pubblici in una legge dello Stato per una sperimentazione clinica (al di là dei risultati della prima fase della sperimentazione, che non sono qualificato a giudicare ma che non appaiono certo incoraggianti leggendo la pubblicazione pertinente), fatta da un determinato ricercatore e su una specifica malattia, bypassando ogni procedura di controllo indipendente sulla qualità della ricerca che viene così finanziata. Anzi è ridicolo e immorale. Ed è un abuso.

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Il metodo Stamina (ANSA/CENTIMETRI)

La comunità scientifica tutta dovrebbe attivarsi per scongiurare questo nuovo caso Stamina. Non vorrei fossimo di fronte a un’operazione che vuole far pagare ai cittadini italiani l’improbabile tentativo di dimostrare che certe cellule cerebrali derivate da feti abortiti, definite esplicitamente come «etiche», curano una malattia neurologica specifica. Se così fosse sarebbe un’aggravante, oltre alle ragioni già illustrate, come motivazione per finanziare una sperimentazione clinica. Il presupposto perché qualcosa sia etico in medicina, è che sia sicuro ed efficace, non che qualcuno lo battezzi a priori «etico», e poi vada in cerca di qualche prova di sicurezza ed efficacia evitando, grazie alle protezioni politiche, di confrontarsi competitivamente con altri protocolli.