Cultura e scienze

Il divieto di fotografare le opere d'arte

Michele Smargiassi su Repubblica di oggi ci fa sapere che il Parlamento europeo è pronto a votare un atto d’indirizzo che vieta le fotografie a opere d’arte o architettura contemporanea presenti in uno spazio pubblico, senza l’autorizzazione preventiva. Attenzione: come spiega l’articolo, il divieto vale per gli usi commerciali della foto (come ad esempio una cartolina). Ma ovviamente, essendo il concetto di “commerciale” piuttosto elastico, l’atto potrebbe portare a molti “misunderstanding”:

Il 9 luglio il Parlamento europeo voterà un testo di indirizzo sulla revisione del copyright, che contiene una brutta sorpresa per i fotografi,professionisti o dilettanti: per pubblicare foto o video di opere d’arte o d’architettura contemporanea collocate nello spazio pubblico sarà sempre necessario ottenere l’autorizzazione preventiva, si presume onerosa, «degli autori o di chi agisce in nome loro». Il divieto, certo, vale solo per gli usi «commerciali», ma qualsiasi pubblicazione lo è: una cartolina, una rivista, una guida turistica, una stampa d’autore, il catalogo di una mostra, il proprio blog se ha un banner pubblicitario. Nell’era del Web il confine fra foto privata e foto pubblicata è incerto. Perfino caricare su Facebook il vostro selfie davanti al ponte di Calatrava diventa rischioso, visto che il social network vi chiede di garantire, sotto la vostra responsabilità, che le foto che postate siano libere da diritti verso terzi. Insomma per utilizzare la vostra foto panoramica in qualsiasi spazio che abbia a che fare anche indirettamente con un ricavo economico dovrete chiedere il permesso.

selfie ponte calatrava
Ovviamente i rischi raccontati nell’articolo sono un po’ un’esagerazione (ma a scanso di equivoci ricordiamo che il ponte di Siviglia ritratto è tratto da una foto di Wikipedia), ma evidentemente pare il caso di invocare la libertà di panorama:

Un divieto generalizzato pare assurdo a molti, una petizione contro la decisione è già partita. Ma gli interessi in gioco sono consistenti. A Londra il prestigioso centro direzionale Broadgate affitta a 500 sterline l’ora i suoi scenari come location fotografica. L’immagine dell’architettura è un bene che può essere messo a rendita. Ma così si trasforma la città in una bacheca di prodotti in vendita. «Quelche è peggio», prevede Valerio Berdini, fotografo italiano a Londra,«è che questo renderà ancora più prepotenti le security che ti rincorrono sulla pubblica strada mettendoti la manosull’obiettivo e gridando».