Economia

Il Decreto per Genova sfida l’Europa

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Il Decreto per Genova sarà un modo per andare in guerra con l’Europa? Mentre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice che il provvedimento è in dirittura d’arrivo, ma la verità è che per partorirlo, in attesa dell’ok del Quirinale che non sembra scontato, si sono dovuti risolvere molti problemi tecnici e il rischio è che le norme ne aprano altri.

Il Decreto per Genova sfida l’Europa

Il sottosegretario alle Infrastrutture leghista Edoardo Rixi ha spiegato oggi alla Stampa che nel decreto è presente la possibilità di attribuire al commissario per la ricostruzione il potere di assegnare un appalto a un’impresa senza passare da un bando pubblico. Per eliminare Autostrade dalla partita – volontà ribadita ieri dal ministro Riccardo Fraccaro – nonostante la concessione non sia ancora decaduta. «Ma anche perché se così non fosse, dovremmo indire una gara europea per la quale sono necessari almeno diciotto mesi – spiega Rixi -. E seguendo la procedura, i lavori per il ponte non inizierebbero prima di tre anni». Il problema, però, è che se Bruxelles non accetterà di andare in deroga alle procedure, l’assegnazione diretta di un appalto potrebbe configurarsi come aiuto di Stato alle imprese. «In questo caso, saremmo pronti ad andare incontro a una procedura di infrazione», avverte il sottosegretario leghista alle Infrastrutture.

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Il piano per la demolizione del ponte Morandi sul viadotto Polcevera (Corriere della Sera, 25 agosto 2018)

L’eroismo di Rixi, pronto ad affrontare una procedura d’infrazione, è ammirevole. Soprattutto perché le eventuali conseguenze per un caso del genere non andrebbe a pagarle lui, ma lo Stato italiano in caso di condanna. Due sono le ipotesi: o il governo sa bene che non rischia alcunché in Europa perché ha avuto rassicurazioni ben precise, oppure questo potrebbe essere un interessante casus belli con Bruxelles.

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