Cultura e scienze

Il bacio che guarisce dal tumore: il miracolo del Papa

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Renato Farina sul Giornale di oggi parla di un miracolo di Papa Francesco. La curiosità dell’articolo è che il racconto del presunto miracolo arriva solo verso la fine dell’articolo, dopo una serie di critiche alle riforme di Bergoglio («un clamoroso fiasco») e l’osservazione delle piazze vuote a San Pietro a differenza dei bei tempi di Ratzinger.

Il bacio che guarisce dal tumore: il miracolo del Papa

Poi, dopo la santa espulsione di tutti i sassolini dalle scarpe, finalmente si arriva alla discussione del presunto miracolo:

Parliamo dal miracolo. Francesco a Philadelphia, durante il grande incontro della famiglia, non ha incontrato solo lo sventurato sindaco Ignazio Marino, ma ha baciato sulla fronte una piccina di un anno, Gianna Masciantonio. Il suo tumore inoperabile al cervello è regredito. E anche in questi giorni giunge notizia che Gianna si sta rafforzando nello sconcerto affascinato dei medici. La cronaca di questo fatto mi obbliga a rendere una testimonianza personale, che rende vicinissimi Giovanni Paolo II e Francesco. Nel 1993, agosto, seguivo Wojtyla in Yucatan, Messico. Una donna avvicinò don Guido Todeschini e me,avendo noi i cartellini del seguito papale, ci affidò una lettera. Raccontava che nel maggio del 1990, al santuario della Madonna di Guadalupe, la sua bambina malata di un cancro al cervello, fu sfiorata dal papa, ed era guarita. Portammo la lettera al Papa. Non negò, e non si stupì.

Non vi ricorda qualcosa? Si tratta della stessa bambina di cui parlarono i giornali alla fine del novembre scorso. Farina racconta insomma una storia vecchia, anche se l’articolo sembrava piuttosto una scusa per criticare Papa Francesco. E infatti all’epoca scrivemmo dopo i titoloni:
bacio papa tumore bambina - 1

È stato il Papa o è stata la chemioterapia?

Joey e Kristen hanno raccontato alla CBS che dopo il bacio del Papa il tumore che i medici ritenevano inoperabile ha iniziato a regredire. Hanno anche fornito le foto della TAC prima e dopo l’incontro ravvicinato del miracoloso tipo con Papa Francesco. Ma questo non è l’unico segno dell’intervento divino, ad esempio è stato grazie ad un amico agente del FBI che la famiglia è riuscita ad avvicinarsi al percorso del corteo papale dove Domenico Giani (del servizio di sicurezza del Papa) ha preso in braccio Gianna e l’ha avvicinata al Santo Padre. Secondo i Masciantonio questo è un chiaro segno della benevolenza divina, perché Dominic è anche il nome del fratello maggiore di Gianna: Domenico Giani, Dominic e Gianna. Chissà se anche ad un altro bambino malato di tumore al cervello che era presente durante la messa del Pontefice a Philadelphia le cose andranno ugualmente bene.

fonte http://philadelphia.cbslocal.com/ credits Fam. Masciantonio
fonte http://philadelphia.cbslocal.com/ credits Fam. Masciantonio

Un momento, è davvero una guarigione miracolosa? In fondo il tumore di Gianna era considerato inguaribile. A quanto pare però la riduzione della massa tumorale è avvenuta in concomitanza non solo con il bacio papale ma anche dopo una serie di cicli di chemioterapia e di interventi chirurgici, a dirlo è lo stesso Joey:

Joe said, scans showed that a troublesome tumor in 1-year-old Gianna’s brain shrank significantly after rounds and rounds of surgeries and chemotherapy, to the point where it’s “basically gone.”

Quindi la chemioteriapia e il lavoro dell’equipe medica non sono serviti a nulla, il bacio del Papa invece si prende tutto il merito. C’è però da dire che non sempre il potere magico di papa Bergoglio è in grado di guarire i bambini. È ad esempio il caso di Checco Monari, un bambino di quattro anni da molti considerato una delle vittime della Terra dei Fuochi che aveva avuto anche lui la fortuna di ricevere il bacio del Papa a marzo.

Alcune foto di Checco Monari, l'incontro con il Papa e con il calciatore del Napoli Hamsik (fonte: corriere del mezzogiorno)
Alcune foto di Checco Monari, l’incontro con il Papa e con il calciatore del Napoli Hamsik (fonte: corriere del mezzogiorno)

Anche Checco era malato di tumore, ma con lui i poteri del Papa non hanno funzionato, e purtroppo ad aprile il male ha avuto la meglio. La notizia della morte di Checco era giunta in Vaticano e aveva profondamente turbato Papa Bergoglio, che da sempre ha mostrato una particolare attenzione nei confronti del dramma delle popolazioni che vivono nella Terra dei Fuochi denunciando pubblicamente l’orribile sfregio del territorio rovinato dalla mancanza di rispetto per l’ambiente. A luglio 2014 durante la visita pastorale a Caserta il Papa aveva infatti detto, alla presenza dei genitori di un altro bambino morto di cancro che i veri fedeli cristiani si sarebbero dovuti impegnare a salvaguardare la vita e la salute dei propri fratelli, rispettando l’ambiente e la natura e «dicendo no ad ogni forma di corruzione e di illegalità».