Cultura e scienze

Il virus che rende stupidi

Un team di ricercatori della Johns Hopkins e dell’università del Nebraska si è casualmente imbattuto in una scoperta inaspettata e potenzialmente assai preoccupante: un virus che abitualmente colpisce le alghe d’acqua dolce è in grado di insediarsi nell’organismo umano, producendo una lieve compromissione delle funzioni cognitive, specie per quanto attiene all’elaborazione delle immagini. Uno scenario da Giorno dei trifidi sembra scongiurato, e la portata dello studio è circoscritta, in quanto riguarda un piccolo campione di soggetti e si limita alla zona di Baltimora, ma gli scienziati vogliono vederci chiaro.
 
IL VIRUS CHE RENDE STUPIDI
Il virus, denominato ATCV-1, era noto da qualche tempo ed era stato trovato in alcuni campioni di tessuto cerebrale umano: ma di recente i ricercatori della Johns Hopkins University hanno localizzato il virus nella gola di alcuni pazienti affetti da disturbi psichici. La scoperta ha dato da pensare agli scienziati, perché non si credeva possibile che un clorovirus che attacca le alghe riuscisse a trasmettersi all’uomo.  Utilizzando un campione di 92 soggetti sani, gli scienziati hanno preso in esame le loro funzioni cognitive, scoprendo che il 43 per cento di loro ospitavano il virus nella gola. Iniettando il virus nei ratti da laboratorio, i ricercatori hanno riscontrato un leggero rallentamento delle funzioni cognitive, con deficit nell’elaborazione spaziale e visiva e calo dell’attenzione. Analizzando poi il tessuto cerebrale delle cavie infettate sono state riscontrate mutazioni in ben 1.300 geni dell’ippocampo, in particolare per quanto attiene alla memoria e all’orientamento.
 
LE ALGHE D’ACQUA DOLCE?
Intendiamoci, sopra e dentro il nostro organismo vivono e prosperano trilioni di batteri e virus che interferiscono con la nostra salute, le nostre funzioni cerebrali, il nostro comportamento, e la specie umana si trova da sempre a fronteggiare minacce più apertamente temibili: ma il “tradimento” di quella che sembrava una innocua alga ci ha colto di sorpresa. Senza contare che eravamo abbastanza certi che i virus non potessero passare dalle piante agli esseri viventi. La scoperta – resa nota dall’autorevole rivista americana Proceedings of the national academy of sciences – apre prospettive affascinanti, seppure inquietanti: e se fosse proprio questo virus “alieno” la causa di una serie di alterazioni della mente e del comportamento di cui il genere umano soffre, come per esempio la  depressione? E visto che il virus colpisce le alghe d’acqua dolce, fare in bagno in un lago o un fiume – cosa che tutti noi attuali inquilini del pianeta abbiamo fatto almeno una volta – costituisce un rischio?