Economia

Come la “favoletta” della Gronda di Genova diventa realtà a 5 Stelle

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«Io ti conosco. Io lo so chi eri, chi sei. Le persone non cambiano. Tu sei Slipping Jimmy. E Slipping Jimmy posso ancora sopportarlo, ma Slipping Jimmy con una laurea in legge? È come dare una mitragliatrice in mano ad uno scimpanzé»: la battuta di Chuck in Better Call Saul sembra proprio adatta per raccontare cosa sta succedendo nel MoVimento 5 Stelle a proposito della Gronda di Genova, l’infrastruttura che Toninelli e Di Maio dicevano di non volere fino all’altroieri e che adesso inchioda i grillini. Perché se è vero – come è vero – che l’ok alla Gronda Alta di Ponente non avrebbe di certo evitato la tragedia di Ponte Morandi, visto che la fine dei lavori è prevista tra dieci anni, è anche vero – e incontestabile – che i grillini sul territorio fiancheggiano qualunque iniziativa “ambientalista” e di protesta per raccogliere consenso politico e poi una volta al potere si rimangiano tutto. È accaduto a Roma, dove la Giunta Raggi ha dato l’ok alla costruzione dello Stadio della Roma in quella Tor di Valle che negli anni all’opposizione hanno riempito di esposti alla magistratura (tutti regolarmente archiviati in quanto insensati).

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Il progetto della Gronda di Ponente (Corriere della Sera, 17 agosto 2018)

E accadrà con la Gronda, sulla quale ieri sera Luigi Di Maio su La7 ha dichiarato: «Oggi è agli atti il progetto, è bandito e partirà. Sarà oggetto della valutazione costi-benefici». Fino a qualche tempo fa Danilo Toninelli e lo stesso Di Maio la pensavano molto diversamente: il ministro delle infrastrutture parlava della valutazione come il momento per decidere di bloccare l’opera, Better Call Giggino invece diceva che andava messa da parte insieme al Terzo Valico. L’esatto contrario di quanto detto dal sottosegretario di Toninelli Edoardo Rixi, leghista e genovese, che a botta calda puntava il dito contro i No Tutto che hanno portato a bloccare o ritardare progetti (e chissà se ai grillini fischiavano le orecchie per questo).

gronda di maio

Il Corriere della Sera oggi fa notare come i grillini stiano cercando di gettare acqua sul fuoco del famoso comunicato in cui si parlava di “favoletta” a proposito del crollo di Ponte Morandi:

Il sottosegretario Vito Crimi è sbottato: «Non posso più tacere davanti allo sciacallaggio politico. È vergognoso che la stampa si concentri su un comunicato di oltre 5 anni fa di un comitato di cittadini, riportato in un forum aperto e ospitato sul nostro blog per cercare di trovare un nesso logico tra il M5S e la tragedia di Genova».

Per la verità il comunicato è reperibile su carta intestata del Movimento e non è una semplice ospitata. Quelle erano le posizioni «anti-cemento» ribadite in Consiglio comunale, regionale e sui social dai grillini. Ribadite molte volte da Paolo Putti che poi da M5S è uscito per «deficit di democrazia». È stato lui come consigliere comunale (sindaco Doria) a citare i «100 anni di vita del ponte Morandi» attribuendoli a un documento di Autostrade.

E a suo sostegno il deputato grillino Sergio Battelli il 15 gennaio 2015 twittava: «Da giorni e notti a Genova i nostri 5 consiglieri comunali si stanno battendo come leoni per bloccare l’iter che porterà all’approvazione di quell’enorme progetto faraonico, inutile e dannoso chiamato Gronda».

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Talmente inutile che ieri proprio Le Monde faceva il collegamento tra la Gronda di Genova e il M5S in difficoltà, che proprio per uscire dall’angolo avrebbe messo su la sceneggiata della revoca della concessione ad Autostrade, dalla quale oltre alla Lega adesso si dissocia anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Intanto lo scimpanzé con il mitra il mano può sparare quanto vuole. Tanto è caricato a salve.

Leggi sull’argomento: La revoca della concessione ad Autostrade e il cerino acceso in mano a Di Maio