Economia

«La Gronda di Genova? Si farà»

lega nord edoardo rixi

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera il leghista Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture insieme ad Armando Siri, spiega che la Gronda di Genova, opera osteggiata localmente dai 5 Stelle (ieri anche Alice Salvatore ha ripetuto la sua ostilità al progetto), si farà.

Se si fa il ponte nuovo, non si fa più la Gronda?
«E perché? II ponte d’acciaio sono vent’anni che lo chiedo. Avrebbero dovuto farlo prima. Poi si fa anche la Gronda perché serve comunque per diversificare il traffico».

I 5 Stelle sono sempre stati contrari.
«In questi giorni Di Maio si è dimostrato disponibile. Comunque il nuovo collegamento autostradale fu bloccato negli anni Novanta non dai 5 Stelle, che ancora non esistevano, ma dal Pd, allora Pds».

Autostrade conferma che Castellucci non si dimetterà.
«In qualsiasi Paese liberale, il giorno dopo una tragedia come questa, ci sarebbe stato un cambio totale dei vertici della società».

edoardo rixi gronda genova

Nel colloquio però Rixi, a differenza di quanto detto dai leghisti nei giorni scorsi, fa sapere che il governo punta davvero alla revoca della concessione:

Anche il ministero ha delle responsabilità, visto che avrebbe dovuto controllare con una struttura ad hoc l’operato di Autostrade.
«E come facciamo? Sono anni che i passati governi hanno consentito ai privati di incassare mentre tagliavano la spesa pubblica. Gli ispettori sono troppo pochi. Inoltre, mentre Autostrade può pagare fior fiore di avvocati e consulenti noi non possiamo spendere in consulenze».

Quindi, come cittadini e utenti, dobbiamo preoccuparci?
«Va rivisto con urgenza tutto il sistema dei controlli e dei rapporti tra pubblico e privato, troppo sbilanciato a favore di quest’ultimo. Questa tragedia insegna che bisogna ridare dignità allo Stato. Andranno riesaminate anche tutte le concessioni».

La Lega è convinta che la revoca della concessione avviata nei confronti di Autostrade sia la strada giusta? Chi gestirà la rete, lo Stato?
«Ne troviamo quanti vogliamo pronti a gestire le autostrade, visto che l’utile annuale è pari ad un terzo delle entrate. La procedura di revoca deve andare avanti».

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