Cultura e scienze

Gli stipendi dei dirigenti RAI online

La Rai sta per diventare una casa di vetro. Non solo perché la legge di riforma della governance (legge 220 del 2015) approvata il 28 dicembre scorso, la obbliga ad andare in questa direzione, ma anche perché il Dg e la presidente dell’Azienda sono tanto sostenitori della trasparenza da averla considerata, sin dal loro insediamento e ben prima della legge, un capitolo del triennio in Viale Mazzini. Questo raccontano le persone a loro più vicine. Come anticipato ieri, nel consiglio di amministrazione di lunedì 25 luglio, i consiglieri approveranno definitivamente il ‘Piano per la trasparenza e la comunicazione aziendale’ (presentato dal Dg Antonio Campo Dall’Orto) nel suo ultimo giorno utile. E così, dopo il voto del Cda, saranno per la prima volta on line, su una specifica sezione del sito della Rai, non solo gli stipendi dei dirigenti che superano i 200mila euro (gli artisti come noto sono fuori), ma anche i curricula e i criteri per il reclutamento del personale e per il conferimento di incarichi a collaboratori esterni. Così come saranno online il numero e la tipologia dei contratti di collaborazione o consulenza non artistica e l’ammontare della spesa, gli investimenti totali destinati ai prodotti audiovisivi nazionali e ai progetti di coproduzione internazionale, i dati sul gradimento della programmazione generale e specifica della società, ai fini del perseguimento degli obiettivi di servizio pubblico.

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Alcuni stipendi dei principali dirigenti RAI (Corriere della Sera, 24 luglio 2016)

Gli stipendi dei dirigenti RAI online

 
Il Corriere della Sera riepiloga oggi alcuni di questi stipendi:

Dell’ad Antonio Campo Dall’Orto è stato scritto più volte, mai smentito, che prenderebbe circa 650 mila euro. Monica Maggioni ai 270 mila di base aggiungerebbe i 66 mila di emolumento presidenziale. Raffaele Agrusti, capo delle Finanze, starebbe sui 350, Guido Rossi, braccio destro di Campo Dall’Orto, intorno ai 200, il direttore di Rai Digital Gian Paolo Tagliavia sui 280, Carlo Verdelli, direttore dell’informazione più o meno 300 mila (ma zero benefit), il suo vice per il web Diego Antonelli 230, gli stessi che incassa l’editorialista Francesco Merlo, su cui il cda ha fatto ostruzionismo perché già pensionato, preso con contratto da consulente esterno. Massimo Coppola, consulente editoriale molto vicino a Campo Dall’Orto, è quotato a 200 mila, Giovanni Parapini, responsabile di comunicazione e relazioni esterne, oscillerebbe intorno ai 250.
Si sa, il tetto dei 240 mila euro dell’epoca Gubitosi (l’ex dg che poi ad alcuni lo rialzò, ma lo mantenne per sé fino all’uscita di scena) è saltato da un pezzo, da quando l’azienda emise i bond e con questo in automatico si sottrasse all’obbligo. Tra i direttori di rete, il meno costoso è quello di Raiuno, Andrea Fabiano, che non arriverebbe ai 200 mila, mentre Ilaria Dallatana (Raidue) e Daria Bignardi (Raitre) sfiorano i 300, come l’ex Andrea Vianello (dicono 320) ancora in attesa di ricollocazione adeguata. Quello di Raisport, Gabriele Romagnoli, ne prenderebbe 220 (il suo predecessore, Carlo Paris sui 170), il responsabile dei palinsesti Giancarlo Leone tra i 300 e i 340. Il direttore del Tg1 Mario Orfeo sarebbe inquadrato sui 310, quelli di Tg2 e Tg3, Marcello Masi e Bianca Berlinguer, sui 270.
Secondo il sito Dagospia, che riporta altre cifre, l’ex direttore di servizi parlamentari Anna La Rosa guadagnerebbe 240 mila euro, Carmen Lasorella, ex volto del Tg2 ora inutilizzato, 200 mila, il direttore di Rai Fiction Eleonora Andreatta 270, il presidente di Rai Pubblicità Antonio Marano 390 (ma sono 360), il direttore delle risorse televisive Andrea Sassano 220, il direttore del canone Marco Zuppi 240, Tiziana Ferrario 238, Francesco Pionati 200.

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L’infografica del Fatto sugli stipendi RAI

Anche Carlo Tecce sul Fatto si dedica al tema:

Cdo per svecchiare l’offerta informativa e il racconto sportivo ha chiamato in Viale Mazzini due professionisti che hanno scatenato una furente reazione politica: Gabriele Romagnoli (230.00), direttore di Rai Sport; Carlo Verdelli (320.000), direttoredell’in formazione. Il principale assistente di Cdo (il capo dello staff), Guido Rossi, è sotto la soglia dei 200.000, a differenza dell’ex Carlo Nardello (302.000) che ha lasciato l’azienda. STIPENDI quasi uniformi per i direttori dei telegiornali: Mario Orfeo (T g 1 , 320.000), Marcello Masi (Tg2, 280.000), Bianca Berlinguer (280.000). Campo Dall’Orto, però, ha sforbiciato il compenso del direttore della comunicazione di 60.000 euro: a Giovanni Parapini vanno 260.000 euro l’anno. Spesso è inserita nella lista di partenza, ma Tinni Andreatta è saldamente al vertice di Rai Fiction con un accordo a tempo indeterminato di 272.000 euro. Carriera, numeri, percorsi, relazioni, selezioni, un anno del manager renziano in Viale Mazzini in poche righe. Oggi è domenica, ma per Cdo è un altro esordio.

Insomma per i cittadini che pagano il canone e, in generale, per tutti gli stakeholder sarà possibile capire dove sta andando l’Azienda radiotelevisiva di Servizio Pubblico e sulla base di quali scelte. Un grande cambiamento, tanto più se si pensa che l’intento del Dg e della Presidente è quello di rendere tutti i dati facilmente consultabili e comprensibili per tutti. E’ la prima azienda italiana di queste dimensioni che dà ai cittadini una serie così vasta di informazioni e l’unico altro colosso che ha già fatto questa scelta in Europa è la Bbc.

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Stipendi dei dirigenti RAI: l’infografica di Repubblica

Ci è voluto, infatti, molto tempo per centrare questo traguardo: uno speciale gruppo di lavoro si è dedicato, pancia a terra, solo a questo per due mesi sotto la guida del direttore generale e con il coinvolgimento di tutte le strutture Rai, considerate le implicazioni di natura tecnica, legale e di privacy. Una società internazionale ha poi coadiuvato il gruppo, la Korn Ferry, relativamente alla specifica analisi delle retribuzioni. L’obiettivo, spiegano dallo staff del Dg, è quello di aprire le porte dell’azienda ai cittadini permettendo a chiunque di controllare compensi e competenze dei dirigenti Rai. E domani saranno gli stessi vertici della Rai ad illustrare personalmente come si realizzerà questo intento in una conferenza ad hoc in Viale Mazzini. Il passo anticipatore della Rai, questo appare già chiaro, è anche un preludio al processo di accountability che investirà sempre di più la pubblica amministrazione. “I compensi Rai da domani pubblicati online? Va tenuto conto che sono compensi di direttori che tutti giorni svolgono un lavoro enorme, quotidianamente messi in discussione a fronte di grandissime responsabilità: tutto questo va pagato”, dice intanto il Presidente di viale Mazzini, Monica Maggioni, alla vigilia dell’operazione che trasformerà la Rai in una ‘casa di vetro’. “Altrimenti – dice – cosa vuol dire, che il servizio pubblico è essere pubblic servant o di serie B? E’ una riflessione da fare. Perché un conto è evitare eccessi, con scelte tutte motivate, ma non sono sicura che un servizio pubblico così lontano da quel che accade fuori sia la strada giusta per garantire la qualità. Meglio spiegare chi sei, cosa fai e quanto vali”.