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Gianbattista Fratus: condannato il sindaco di Legnano che Salvini considerava una brava persona

Due anni e due mesi di carcere con l’accusa di aver manipolato concorsi per posizioni dirigenziali in Comune, in municipalizzate e partecipate e per corruzione elettorale. All’epoca dell’indagine Salvini lo definiva una persona seria e corretta. Ed è ancora segretario provinciale del Carroccio

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«Lo conosco come persona seria, corretta e per bene così come SiriRixi, Attilio Fontana e tanti altri»: quando Gianbattista Fratus, allora sindaco di Legnano, era stato arrestato, Matteo Salvini commentava così l’inchiesta della magistratura per  turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale che aveva sconvolto il Comune. Oggi Fratus, nel frattempo diventato ex sindaco leghista di Legnano, è stato condannato a due anni e due mesi con l’accusa di aver manipolato concorsi per posizioni dirigenziali in Comune, in municipalizzate e partecipate e per corruzione elettorale. Lo ha deciso questa mattina il Tribunale di Busto Arsizio (Varese), dove Fratus è stato processato secondo rito immediato.

Gianbattista Fratus: il sindaco che Salvini considerava una brava persona condannato

Condannati anche l’ex vicesindaco Maurizio Cozzi (2 anni) e l’ex assessore Chiara Lazzarini (1 anno e tre mesi), accusati in concorso con il sindaco di aver manipolato i bandi, a seguito dell’inchiesta “Piazza Pulita”, coordinata dal Pm Nadia Calcaterra.  “Se scegliere una persona fuori da un bando equivale a una condanna a due anni e due mesi, significa che nessuno si prenderà più la briga di fare il sindaco”, ha dichiarato all’ANSA l’avvocato Alessandro Bernasconi, difensore di Fratus, a margine della sentenza di condanna di questa mattina. “Questa sentenza genererà una crisi di vocazioni nella politica – ha aggiunto il legale – attenderemo le motivazioni e valuteremo il ricorso in Appello”.

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Ricordando che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, registriamo anche i commenti degli altri imputati “Siamo profondamente delusi: appena un’ora di camera di consiglio per un processo durato mesi. Faremo appello”, hanno detto all’uscita del tribunale di Busto Arsizio, l’avvocato Cesare Cicorella. Cicorella è stato il legale di difesa proprio dell’ex vicesindaco Cozzi, considerato il ‘manovratore’ del sistema di potere che aveva coinvolto il comune dell’Alto milanese, simbolo della storia del Carroccio. La simbologia leghista riprende infatti la figura di Alberto da Giussano (ancora simbolo del partito) che nel 1176 vinse a capo della Lega Lombarda contro Federico Barbarossa. La segretaria del PD Milano metropolitana Silvia Roggiani invece va all’attacco: “Oggi sono arrivate le condanne di primo grado per l’ex sindaco di Legnano Giambattista Fratus, per l’ex vicesindaco Cozzi e per l’ex assessore Lazzarini. Giustizia per i legnanesi ma resta l’amaro in bocca: dopo una sentenza che mette nero su bianco l’utilizzo sconsiderato delle istituzioni da parte di questi amministratori, i vertici nazionali della Lega continuano, incredibilmente, a difendere e giustificare l’ex sindaco, che ad oggi, infatti, riveste ancora il ruolo di segretario provinciale”.

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