Cultura e scienze

Fabrizio Corona chiede la grazia

Fabrizio Corona chiede la grazia al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Dopo gli endorsement nei suoi confronti arrivati da insospettabili come Marco Travaglio, il manager di fotografi in carcere per ricatto sta preparando le carte da mandare al Quirinale per chiudere la sua vicenda giudiziaria con un atto di clemenza. Il detenuto nel carcere di Opera e condannato a 14 anni e 2 mesi (poi ridotti a 9 anni e 8 mesi) ha chiesto l’aiuto di Ivano Chiesa, avvocato e tra i più noti penalisti del foro di Milano. Racconta Repubblica:

La legge prevede che a richiedere la clemenza del presidente della Repubblica possa essere il condannato o altre persone a lui vicine: un congiunto, il convivente, il tutore o curatore, oppure l’avvocato. L’incartamento è stato presentato al ministero della Giustizia e diretto al Quirinale (quando il richiedente è detenutosi può passare anche dal magistrato di sorveglianza). Quali passaggi seguiranno ora? Il primo è l’apertura di un procedimento per valutare il caso Corona. Il parere sarà espresso dal magistrato di sorveglianza sulla base di un’istruttoriache raccoglie «ogni utile informazione relativa, tra l’altro, alla posizione giuridica del condannato, all’intervenuto perdono delle persone danneggiate dal reato, ai dati conoscitivi forniti dalle forze di polizia, alle valutazioni dei responsabili degli istituti penitenziari».

fabrizio corona grazia
Da qui, poi, l’iter continuerà:

Ilfascicolo verrà poi trasmesso al ministro della Giustizia, Andrea Orlando, che darà il suo parere e lo trasmetterà a Napolitano. È al Capo dello Stato — come stabilito dalla Corte Costituzionale con una sentenza del 2006 — che «compete la decisione finale». Quale sarà il giudizio del Quirinale? Difficile fare ipotesi. È vero che in questi mesi la grazia per Corona è stata invocata da un largo numero di personaggi pubblici, artisti e intellettuali. Ma è anche vero che la fama del detenuto, il suo comportamento arrogante e esibizionistico, «negativo per i giovani» e «sprezzante verso i giudici» (ipse dixit), espongono Napolitano al vaglio severo dell’opinione pubblica. Anche da qui la decisione della difesa della richiesta parziale: per non mettere il Quirinale di fronte a una scelta troppo difficile. «Quattordici anni sono una pena da omicidio in abbreviato — ragiona l’avvocato Chiesa— Su Corona c’è stato un accanimento. Certe condanne sono stravaganti e eccessive. Penso al caso Trezeguet: due foto scattate per strada, con l’estorto che dichiara di non avere ricevuto nessuna minaccia dall’estorsore».