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Coronavirus, la denuncia dei medici: mancano i test e le mascherine

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Chiara Rivetti, segretaria regionale dell’Anaao, il sindacato dei dirigenti medici, ha inviato un esposto di sei pagine per denunciare alla magistratura l’assenza delle condizioni di sicurezza per il personale sanitario che nelle corsie degli ospedali piemontesi sta fronteggiando il Coronavirus SARS-COV-2 e COVID-19.

Coronavirus, la denuncia dei medici: mancano i test e le mascherine

La storia la racconta oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Natascia Ronchetti: l’esposto inviato alla Procura di Torino e all’Ispettorato territoriale del lavoro ha fatto della battaglia contro la diffusione del contagio anche una guerra giudiziaria. Anche in Piemonte mancano i dispositivi di protezione individuale: vale a dire le mascherine FFP2 e FFP3 (quest’ultima indispensabile agli anestesisti che devono intubare un paziente, per evitare un contagio): e l’ipotesi di reato è la violazione della legge 81 del 2008, quella sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.

Il punto è che l’esposto – in una regione che conta già 50 medici infettati, dei quali tre intubati –ha fatto solo da apripista. Già oggi, e ancora nei prossimi giorni, altri sono in arrivo in Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia. E poi nel Mezzogiorno. “Tutte le organizzazioni regionali listanno preparando”, assicura Adriano Benazzato, dell’Anaao del Veneto. Procede con l’esposto anche l’altro sindacato dei medici, lo Smi: lo depositerà oggi alla Procura diRoma. “Vogliamo sapere con che criterio vengono distribuite le mascherine ed eseguiti i tamponi –dice Giuseppina Onotri, segretaria generale –Non siamo solo di fronte a una violazione della legge sulla sicurezza dei lavoratori: dieci anni di tagli indiscriminati alla spesa sanitaria ci hanno portati al mancato rispetto dei livelli essenziali di assistenza”.

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Mascherine: i quattro tipi di modelli e chi le deve utilizzare (Corriere della Sera, 12 marzo 2020)

Oltre alle mascherine con filtranti respiratori, mancano, per esempio, le protezioni per gli occhi. C’è poi la questione dell’articolo 7 del decreto 14 col quale il governo ha disposto il richiamo al lavoro di tutto il personale sanitario che era in quarantena ma che è asintomatico:

La scarsità dei tamponi è tale, secondo i sindacati, da non consentire di testare il personale entrato in contatto col virus, con l’aumento esponenziale del rischio di diffondere ulteriormente l’epidemia. Pericolo che in Veneto ha già portato a uno scontro diretto tra i medici eLuca Zaia,accusato di aver attivato i tamponi per tutti senzaprima garantireil controllo delpersonale sanitario in prima linea.

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Le mascherine della Protezione Civile rifiutate dalla Regione Lombardia

E di chi è la responsabilità?

Sul piano giuridico spetta ai datori di lavoro, cioè in questo caso alle aziende sanitarie, che fanno capo alle Regioni che, a loro volta, devono individuare i fabbisogni e decidere la distribuzione di mascherine etc. nei territori. Tutto questo in collaborazione con la Protezione civile, che è centrale d’acquisto dei dispositivi. Ma entrambi –Regioni e Protezione civile – dovrebbero fare ricerche parallele per garantire l’approvvigionamento.

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