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Ariano Irpino, la festa di Carnevale e i paesi del rito del calice che ha portato al contagio da Coronavirus

Anche in comuni vicini, come Savignano Irpino, Greci, Mirabella Eclano si sono registrati casi di contagio da coronavirus. Qualche decina di persone ha partecipato a inizio marzo a un rito religioso nel Vallo di Diano culminato con una liturgia eucaristica che consisteva nel mangiare un’ostia ma anche bere tutti dallo stesso calice. Ed è stato proprio questo uso comune del calice a diventare elemento di contagio

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Tutti i comuni vicini ad Ariano Irpino saranno sottoposti a un’attività di monitoraggio e controllo straordinari e intensi da parte dell’ASL di Avellino. Lo ha disposto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, dopo l’ordinanza regionale che impone a tutta la cittadina irpina un periodo di quarantena fino al 31 marzo prossimo. Anche in comuni vicini, come Savignano Irpino, Greci, Mirabella Eclano si sono registrati casi di contagio da coronavirus.

Ariano Irpino e i paesi in cui il rito del calice ha portato al contagio da Coronavirus

“La sensazione che si ha in queste ore – scrive De Luca – in attesa di una valutazione più puntuale e scientifica sui contagi, è che si stiano scontando due fenomeni. Il primo è l’inizio di una ricaduta legata all’arrivo dalle aree più contagiate del Nord di migliaia di persone in maniera affrettata e non controllata. La seconda causa è la presenza ancora oggi di comportamenti individuali assolutamente irresponsabili. Come è capitato ad Ariano, e come si è verificato in un paese dell’area a sud della Campania dove i membri di una comunità, dopo aver dato vita a una loro cerimonia, hanno bevuto tutti dallo stesso calice, ritenendo forse di compiere un gesto mistico“. La questione del picco al Sud in arrivo è oggi sul tavolo degli esperti, che guardano l’andamento delle curve nelle regioni finora meno colpite.  Silvana D’Agostino, il commissario straordinario di Ariano Irpino, il comune della provincia di Avellino in quarantena, ha detto oggi all’AdnKronos: “Tutto sembrerebbe essere partito secondo quanto emerso finora da una festa di carnevale in un locale avvenuta nelle scorse settimane a cui hanno preso parte molte persone. E a seguito della festa nei giorni successivi uno dei partecipanti è risultato positivo facendo scattare immediatamente tutte le misure necessarie a ricostruire i contatti che nel tempo trascorso si erano moltiplicati. L’indagine epidemiologica e’ tuttora in corso”.

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Coronavirus: la situazione nelle regioni del Sud (Corriere della Sera, 16 marzo 2020)

Le regioni del Centro e del Sud più colpite sono le Marche, con 1.133 contagiati e 98 persone in terapia intensiva. E la Puglia, soprattutto per la progressione: in un giorno l’aumento dei contagi è stato del 38% e il numero dei decessi è raddoppiato, da 8 a 16. Nel Lazio il maggior numero di contagiati del Centro-Sud: sono 396.

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Coronavirus: la situazione nelle regioni del Sud (Corriere della Sera, 16 marzo 2020)

Tutto è partito dalla Lombardia la notte del 7 marzo, quando la decisione di chiudere la Regione ha scatenato una fuga di una massa di emigranti di ritorno, stimata in almeno 100 mila persone. Una marea arrivata a destinazione ma i cui effetti, attesi a giorni, potrebbero mettere in ginocchio il Meridione d’Italia, già afflitto da una malattia cronica, la malasanità, che la rende più fragile di fronte a un’eventuale impennata della malattia.

Il rito religioso neocatecumenale nel Vallo del Diano e il contagio da Coronavirus

E il contagio in Campania? Il Corriere della Sera spiega oggi che qualche decina di persone ha partecipato a inizio marzo a un rito religioso nel Vallo di Diano culminato con una liturgia eucaristica che consisteva nel mangiare un’ostia ma anche bere tutti dallo stesso calice. Ed è stato proprio questo uso comune del calice a diventare elemento di contagio. Queste persone, a loro volta, avrebbe contagiato nei giorni a seguire altri concittadini dei comuni del Vallo di Diano. Al momento sono 16 i casi positivi in questa zona. Così distribuiti: 11 a Sala Consilina, 3 a Caggiano, 1 a Polla, 1 a Atena Lucana. Ma i contatti registrati da sottoporre a controllo preventivo sono 45 a Sala Consilina, 20 a Caggiano, 10 a Polla, 8 ad Atena Lucana, 5 a Teggiano, 5 a Montesano, 3 a Buonabitacolo, 3 ad Auletta, 2 a Sant’Arsenio e 3 a Padula. IrpiniaNews scrive che si trattava di un rito neocatecumenale.

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Coronavirus: i contagi invisibili

Per De Luca è necessario in queste ore “il massimo di responsabilità e anche il massimo di rigore possibile nei confronti di chi viola le regole elementari e gli obblighi di legge dettati dalle autorità sanitarie. Questo è un dovere verso i nostri concittadini ed è un atto di rispetto per tutto il personale medico e infermieristico del 118 che e’ impegnato in un lavoro straordinario da settimane”. “Non c’è ad oggi alcun motivo di panico – assicura il governatore – La situazione in Campania rimane sotto controllo al netto di comportamenti irresponsabili e di episodi nazionali francamente evitabili”. Per assicurare il rispetto dell’ordinanza che vieta qualunque spostamento da e per Ariano Irpino, l’azienda di trasporto pubblico locale Irpino, l’Air ha sospeso tutte le corse fino al 31 marzo prossimo. Riflessi anche sulla vicina Benevento, perché il vicesindaco Maria Carmela Serluca risiede proprio nel comune Irpino e ha chiesto al sindaco Clemente Mastella di essere momentaneamente sollevata dall’incarico. Il sindaco Mastella provvederà domani ad assegnare momentaneamente le funzioni di vicesindaco all’assessore Mario Pasquariello. Intanto però Gennaro Bellizzi, che era riuscito a riorganizzare l’ospedale di Ariano Irpino entrato nel caos dopo la chiusura del pronto soccorso, del reparto di ginecologia, tuttora interdetto, e del blocco per alcune ore di radiologia, si è dimesso. Era stato nominato appena il 7 gennaio scorso nel comune che ha registrato la prima vittima del Coronavirus in un 66enne. Personale ridotto al lumicino, con medici e infermieri spostati da altri reparti per consentire la riapertura del pronto soccorso, dotazioni di protezione individuale che scarseggiano, l’ospedale Frangipane di Ariano Irpino è stato attrezzato con una tenda pre-triage esterna all’ospedale. Ma il mancato utilizzo in due casi da parte di persone poi risultate positive avrebbe messo in ginocchio la struttura sanitaria. Sul caso la procura di Benevento ha anche aperto un’inchiesta per accertare se, sia nel caso del medico dipendente del Frangipane che accompagnò la moglie, sia nel caso dell’ambulanza del 118 che entro’ nella ‘camera calda’ del pronto soccorso, vi siano responsabilità in ordine al reato di epidemia colposa.

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