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Come ha fatto l'orso M49 a scavalcare la recinzione da 7000 volt?

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orso m49

Ieri l’orso M49 ha scavalcato la recinzione del Centro Casteller nella zona della Val Rendena dove era stato rinchiuso dopo essere stato catturato. La circostanza della sua fuga è misteriosa, visto che l’orso è riuscito a uscire dalla gabbia, superando ben sette fili elettrificati, i più potenti sul mercato, a 7000 volt. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha puntato il dito sulle presunte inefficienze della provincia di Trento mostrate nella cattura:

orso m49 costa

L’ex onorevole del MoVimento 5 Stelle Paolo Bernini ha invece scritto proprio nello status di Costa che la corrente elettrica non era in funzioni, “per caso o per dolo ma comunque per diretta responsabilità di chi gestisce la struttura”.

orso m49 bernini

È un fatto che l’orso M49 ha oltrepassato le tre recinzioni elettrificate che delimitano le zone interne dell’area faunistica del Casteller. Poi ha raggiunto il «muro» di ferro — elettrificato a 7.000 volt—alto quattro metri e inclinato, in cima, verso l’interno, come quelli delle carceri americane che si vedono nei film: prima ha provato a passarci sotto, cercando inutilmente di scavare una buca. Poi lo ha scavalcato: ogni passo una scossa, anche sulla pancia. Scendendo dall’altra parte e scomparendo nel buio del bosco e dellanotte. In questa infografica del Corriere del Trentino vediamo la ricostruzione della fuga dell’orso:

orso m49 fuga
La fuga dell’orso M49 (Corriere del Trentino, 16 luglio 2019)

Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia all’Università la Sapienza di Roma, dice però che non c’è nulla che si possa fare per fermare un orso alla ricerca della libertà:

«Chiariamo subito una cosa: quando la gente sente “7.000 volt” pensa subito “se si tocca si muore”. Ma non è così. Ad ammazzare è la quantità di corrente. E in un recinto elettrificato la corrente è bassa».

Di solito però la corrente bassa è sufficiente per far desistere gli animali dalla fuga. In questo caso non è stato così. Com’è possibile?
«È vero, di solito una scossa basta per tenere gli animali dentro un recinto. Ma a fare la differenza è la motivazione».

In che senso?
«Se la motivazione è bassa, una scossa basta. Se però la motivazione è la libertà, un animale va dritto per dritto. Prende la scossa per un secondo e poi basta. Anche perché, se rompe il filo, la corrente a quel punto non passa più. E quindi non ci sono più difficoltà. Anche in questo caso: se M49 aveva rotto il filo e la corrente era saltata, anche l’ultima rete elettrosaldata non rappresentava un ostacolo. Solo una sorta di grata da superare».

Si tratta di una recinzione autorizzata dall’Ispra.
«Certo,sarà stata realizzata secondo tutte le direttive. Ed è utile che queste recinzioni ci siano. Ma ripeto: il vero discrimine è la motivazione».

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