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Chi ha consegnato l'audio del Metropol ai giornalisti de l'Espresso?

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Ieri i pm della procura di Milano Sergio Spadaro e Gaetano Ruta hanno depositato in vista dell’udienza del 5 settembre davanti al tribunale del Riesame per discutere i ricorsi dei legali sui sequestri (cartacei e dei cellulari) effettuati a carico dei primi tre indagati: Gianluca Savoini, presidente dell’asso ciazione Lombardia-Russia e uomo di riferimento di Salvini per la Russia, Gianluca Meranda, avvocato d’affari, Francesco Vannucci, consulente bancario. Tutti accusati di corruzione internazionale. Davide Milosa sul Fatto ricostruisce le vie che hanno portato l’audio del Metropol alla procura:

IL FILE, SI LEGGE NEGLI ATTI,è stato consegnato ai pm da uno dei due cronisti dell’Espresso che a febbraio ha pubblicato la notizia del Metropol. La consegna non è stata volontaria. La Procura ha dovuto emettere un atto formale,passaggio che prelude a una perquisizione. Il documento è stato consegnato a febbraio e già a marzo i tecnici della Procura ne hanno confermato l’autenticità e la non manomissione. L’indagine, dunque, inizia a veleggiare sotto traccia quasi subito. Anche se resta un mistero la fonte che ha consegnato l’audio all’Espresso.

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I cronisti hanno legittimamente opposto il segreto professionale, senza spiegare il motivo per il quale non hanno pubblicato il file audio. Forse un normale accordo con la fonte per avere ulteriori documenti come dimostrerebbe l’articolo di due settimane fa in cui il settimanale ha pubblicato i documenti della banca d’affari di Londra dove si legge di un’offerta al colosso Rosneft identica a quella discussa al Metropol: 3 milioni di tonnellate di gasolio e un discount del 6,5%. Se la fonte resta ignota, vi è la certezza, come rivelato dal Fatto,che a registrare l’audio sia stato probabilmente uno dei tre italiani al tavolo della trattativa, iniziata prima del 18 ottobre e proseguita fino al primo febbraio.

Ma chi ha consegnato a l’Espresso l’audio del Metropol? Giacomo Amadori su La Verità qualche tempo fa ha ipotizzato che sia stato l’avvocato Meranda. Lui non ha confermato:

È Meranda ad aver registrato il colloquio dell’hotel moscovita e ad aver consegnato l’audio all’Espresso, insieme ai dettagli degli incontri del 17 e 18 ottobre di cui era edotto? Lo ha fatto per risentimento, poiché nessuno dei suoi interlocutori ha mai sganciato un soldo per la sua collaborazione, né Savoini, né la EuroIb, la società di consulenza con cui era in rapporti? Noi abbiamo provato a rivolgere queste domande direttamente a Meranda e al suo avvocato, ma non abbiano ottenuto risposta.

Per il Messaggero invece l’audio potrebbe essere stato diffuso dai russi.
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