Cultura e scienze

Le case popolari rifiutate perché non hanno i balconi

La storia la racconta La Stampa, e a prima vista sembrerebbe una bufala, se non venisse dalle parole dell’assessore alla casa del comune di Bologna:

Sono i 55 alloggi popolari appena rimessi a nuovo dal Comune di Bologna nella prima periferia della città, in via Rimesse. L’amministrazione ci ha speso 5,5 milioni di euro e poi, a lavori quasi ultimati, ha chiamato gli aventi diritto, cioè le famiglie in cima alla lunghissima graduatoria delle case popolari, che ne raccoglie 6.500. A questo punto però sono cominciate le sorprese: «Su 130 famiglie convocate per l’offerta hanno accettato solo in dieci, altre 10 ci stanno pensando mentre tutte le altre hanno rifiutato», spiega l’assessore alle politiche abitative, Riccardo Malagoli. Sono le ragioni addotte dagli assegnatari a indignarlo: «Non le hanno volute per motivi banali; in sei casi perché gli appartamenti sono senza balconi, poi ci sono quelli a cui non piace la zona, nonostante sia servita bene dai mezzi e sia non lontana dal centro, e poi quelli che vorrebbero l’alloggio al pian terreno. E’ vero che hanno potuto vederli solo sulle planimetrie, perché i lavori non erano ancora finiti, ma noi ci siamo imposti di fare il più presto possibile proprio perché l’emergenza casa è grave».

case popolari via rimesse bologna

Si tratta di palazzine di 5 piani costruite negli Anni Trenta dove gli assegnatari pagheranno in media 120 euro al mese, dai 50 per gli alloggi più piccoli fino ai 300 per quelli da 80 metri quadri. «A Bologna c’è una grande necessità di abitazioni pubbliche e i prezzi che abbiamo stabilito sono assolutamente sopportabili– aggiunge Malagoli -. I requisiti per accedere agli alloggi sono un reddito familiare inferiore ai 36 mila euro, e un punteggio basato su malattie, handicap o altre difficoltà. La procedura prevede che a ogni assegnatario siano mostrate tre soluzioni ma anche alla luce di questi episodi proporremo di cambiare il regolamento, ammettendo il rifiuto solo per motivi seri e non perché “non mi piace la zona”…».