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La lettera di Beatrice Lorenzin sul bimbo morso dal topo a Roma

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Beatrice Lorenzin, ministro della Sanità, ha scritto una lettera aperta al Messaggero per denunciare un fatto accaduto a villa Gordiani: un bimbo di tre anni è stato morso tra caviglia e polpaccio da un ratto.

Caro direttore,
sono convinta che per occuparsi bene delle grandi questioni non bisogna trascurare le piccole. Sono infatti le vicende di ordinaria quotidianità che fanno la differenza sulla nostra qualità della vita. Le scrivo perché spero che questa lettera sia letta dal sindaco Raggi e le racconto una storia accaduta solo poche ore fa. La scena accade nel parco giochi pubblico di villa Gordiani, al Prenestino, ma potrebbe succedere dovunque nelle nostre periferie come in centro storico.
Il piccolo Marco, tre anni e mezzo, accanto ad una panchina è stato morso tra caviglia e polpaccio da un ratto. Ha urlato,pianto, e al pronto soccorso pediatrico dell’Umberto I è stato curato per questa ferita infetta e pericolosa, una seria profilassi per evitare l’insorgere delle malattie che i topi trasmettono. Per fortuna aveva fatto già l’esavalente e quindi anche l’antitetanica.
Dopo un anno di governo non ci aspettiamo che il sindaco Raggi abbia già risolto i problemi cronici di bilancio o del traffico, ma che la città almeno sia pulita e il decoro urbano garantito. Affrontare il tema della raccolta dei rifiuti e della pulizia della città è una questione di capacità amministrativa e di visione. Invece si è aggravata l’emergenza igienico sanitaria che io stessa segnalai al prefetto Tronca due anni fa, a cominciare dalla derattizzazione, dai gabbiani, dalla zanzara tigre, fino alla presenza oramai perenne di pidocchi e blatte.
Le rinnovo la disponibilità del ministero. Nelle nostre periferie si aggravano le questioni sociali, la mancanza di servizi per anziani e bambini, la cura e la sicurezza dei luoghi come i parchi e i giardini, specialmente nelle aree dove giocano i nostri figli. Una Capitale non può rinunciare anche alle olimpiadi della pulizia, e siamo solo in aprile. Chissà cosa ci aspetta domani, con l’estate alle porte.

Appena eletta, la Raggi andò con Paola Muraro a Tor Bella Monaca per verificare la segnalazione di un video in cui i bambini giocavano a contare i topi che si avvicendavano nei pressi di un cassonetto:

Ancora prima, nel marzo 2016 il Messaggero pubblicò un’infografica sui quartieri della città più colpiti dai topi (in base alle segnalazioni giunte dai cittadini):

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L’infografica del Messaggero sui quartieri più colpiti dai topi a Roma (4 marzo 2016)

Qualche tempo dopo si parlò dell’esca alla vaccinara che un imprenditore veneto, aveva, secondo quanto raccontava, proposto alla Raggi per la derattizzazione. In realtà era tutta una bufala. Beppe Grillo invece aveva segnalato i topi come priorità per Roma insieme a “spazzatura e clandestini” in un tweet poi cancellato in un rigurgito di vergogna.
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In ogni caso le elezioni ci sono state ma la situazione non è migliorata. Anzi, no: il Baobab è stato sgomberato.
Edit: Virginia Raggi risponde al ministro Lorenzin con una lettera:

“Gentile direttore, la ringrazio per lo spazio che concede a me e alla amministrazione di Roma Capitale per dare risposta alla lettera aperta del ministro Beatrice Lorenzin relativa ad un terribile fatto di cronaca accaduto nella nostra città. Il ministro Lorenzin cita un episodio importante e fortunatamente eccezionale: il piccolo Marco morso da un ratto in un parco e poi ricorso alle cure mediche. E’ un caso che merita la giusta attenzione. Da madre, il mio primo pensiero è andato a questo bambino; da amministratrice, mi sono attivata per verificare e porre rimedio. D’altronde, come molti sanno, la decisione di impegnarmi in politica è nata proprio dalla mia esperienza, comune a tanti, di genitore esasperato per il senso di abbandono da parte delle istituzioni. Mi rincresce notare che il ministro abbia usato questo episodio per dare vita alle solite polemiche. Sorvolo perché il “battibecco” della vecchia politica non serve a nessuno. Preferisco prendere in parola il responsabile del dicastero della Salute quando sostiene che da parte sua e del ministero c’è “disponibilità” a collaborare. Ben venga. I romani non aspettano altro. Al di là delle chiacchiere, mi riferisco alla necessità di reperire fondi speciali per Roma, così come avviene per tutte le Capitali d’Europa. Noi presenteremo a breve all’esecutivo la nostra “Agenda per Roma”. In quella occasione speriamo – e lo sperano tutti i romani, al di là delle appartenenze politiche – di constatare la “disponibilità” del ministro della Salute. Faccia una battaglia per Roma all’interno del Consiglio dei Ministri di cui è parte. D’altronde, lo stesso ministro Lorenzin ha affermato che anni fa si è rivolta al prefetto straordinario Francesco Paolo Tronca sulle stesse tematiche. Segno che dal governo risposte concrete non sono arrivate. Questa è l’occasione giusta. Noi stiamo facendo la nostra parte con il massimo impegno; lo stesso che responsabilmente ci attendiamo da tutte le istituzioni. L’obiettivo deve essere comune, senza schermaglie politiche: l’interesse dei nostri cittadini in modo che episodi come quello del piccolo Marco non si verifichino più a Roma ed in nessuna città d’Italia”

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