Cultura e scienze

Bello Figo spiegato ai vecchi (e al Corriere della Sera)

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Come se non bastassero le minacce ai locali che annunciano di voler ospitare una delle date del “Non pago affitto tour” di Bello Figo ci si mettono anche i giornalisti che non riescono ancora a capire che cosa sia Bello Figo come artista. Ad esempio Aldo Cazzullo ieri sul Corriere della Sera rispondendo a due domande dei lettori scrive che Bello Figo “riesce a essere razzista sia nei confronti dei neri che dei bianchi (le sue parole sulle donne sono odiose)“. Senza contare che secondo Cazzullo “Non pago affitto” ha danneggiato Renzi “ben più degli appelli di Zagrebelsky”.

Tutti i crimini di Bello Figo secondo Aldo Cazzullo

Leggendo le poche righe scritte da Cazzullo su Bello Figo è chiaro che l’esimio giornalista ha ascoltato solo i due brani più “famosi” di Bello Figo e non sa – ad esempio – che è una “scoperta” di Andrea Diprè il che è praticamente una garanzia del fatto che sia quanto di più trash possa esistere. Stiamo parlando di un cantante che inizialmente si Faceva chiamare Gucci Boy e che era famoso solo su YouTube ma che si è visto intentare causa dalla Gucci preoccupata per la reputazione del marchio. Perché se è vero che due brani molto recenti della sterminata produzione di Bello Figo parlano apertamente dei “negri” che arrivano con la “swag barca” e pretendono WiFi e “fighe bianche” è anche vero che nel corso della sua carriera il cantante di origine ghanese (che non è un profugo) ha cantato qualsiasi cosa.
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Cinque anni fa, nel 2012, Bello Figo ha pubblicato uno dei suoi pezzi più nonsense: mi faccio una segha. Un pezzo monocorde e monotono sull’onanismo. Ne ha scritti poi tanti altri, tutti molto facili e senza significati profondi, anche quelli che fanno parte della sua produzione politica (i vari Swag dedicati a Renzi, Berlusconi, Grillo, Mussolini, Mattarella) sono più che altro un pretesto per giocare con il suono dei vari cognomi. Ci deve essere del genio assoluto per poter comporre un brano su Bruno Vespa cantando “sembro Bruno Vespa, sembro una figa”.

L’immaginario di Bello Figo è quello di un qualsiasi ragazzo: soldi, bei vestiti, donne e successo. Solo che Bello Figo ha capito che il successo è quello dei politici e dei personaggi che girano attorno al mondo della politica. Morandi parlava di quel ragazzo che sognava di essere come i Beatles e i Rolling Stones e che “aveva molte donne intorno a sé” quando imbracciava la chitarra. Lucio Battisti ci faceva sapere che “dieci ragazze per me, posson bastare” (dettagliando a cosa sarebbe “servita” ciascuna di esse) e nessuno ha fatto una piega. Del resto anche Lucio Dalla, citato come esempio di musica sublime e contrapposto a Bello Figo, sapeva essere volgare se voleva. Facendo i dovuti distinguo sulla caratura dell’artista – che vuole dire che la scrittura di Bello Figo non è all’altezza di Dalla – è così scandaloso associare Disperato erotico stomp a Mi faccio una segha?

Prima di salir le scale mi son fermato
a guardare una stella
sono molto preoccupato,
il silenzio m’ingrossava la cappella.
Ho fatto le mie scale tre alla volta,
mi son steso sul divano,
ho chiuso un poco gli occhi,
e con dolcezza è partita la mia mano

Si dirà che Dalla era un poeta così come lo era Battisti, ed è vero, e che Bello Figo è solo “uno squallido furbacchione” (come scrive Cazzullo). Ma il punto è che tutti gli artisti sono “furbi” e nessuno di loro è squallido. Cazzullo poi, che misura mele e pere paragonando le visualizzazioni YouTube di un cantante che non ha inciso un disco a quelle di due artisti che ne hanno venduti milioni, evidentemente non è in grado di leggere il contesto musicale del quale fa parte Bello Figo che non è la canzone d’autore ma un genere relativamente più recente: la trap.

Quanto inorridirebbe Cazzullo se scoprisse che I’m different di 2 Chainz ha quasi 74 milioni di views su YouTube? Eppure Bello Figo non è altro che uno degli epigoni di 2 Chainz, di Soulja Boy e dei Jack-U di Febreze. È vero, Bello Figo è volgare, sboccato e pensa solo a scopare, è davvero questo il problema? Perché se è solo questo possiamo discutere dei testi sessisti e di come riflettano un certo modo di pensare ma dobbiamo farlo prendendo a confronto tutti i generi musicali magari andando anche a toccare i mostri sacri, in Under my thumb gli Stones paragonano una ragazza ad un cane, va bene solo perché sono bianchi e famosi?

Ma ovviamente non è quello che fa Cazzullo, perché Bello Figo è oggi quello che i videogames violenti erano dieci anni fa e quello che la musica metal era qualche lustro prima: pericolosa, invita i giovani a fare cose contro la legge e la pubblica decenza. Il peccato mortale attuale è il razzismo? Allora ecco che la musica di Bello Figo è razzista e sessista. Del resto come non ricordare di quando Cazzullo si cimentò con gli Eagles of Death Metal all’indomani della strage del Bataclan? Ecco cosa scrisse:

Il teatro è un gioiellino ottocentesco dipinto di rosa. L’insegna è ancora accesa, all’angolo c’è ancora il poster del concerto degli Eagle of the Death, l’Aquila della morte, un nome su cui si discetta molto in rete.

Ho concluso, vostro onore.
bello figo swag mussolini