Cultura e scienze

Il grande spot di Ballarò a favore dell'omeopatia

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Ballarò ieri sera ha regalato all’omeopatia, quel sistema di terapie delle quali è stata scientificamente dimostrata la non efficacia, uno spot davvero fantastico. Nel programma condotto da Massimo Giannini si è parlato di quanto è bella e utile e buona e poco costosa l’omeopatia. Addirittura Giannini ad un certo punto ha detto che lui per i suoi figli usa l’omeopatia e che per suo figlio l’omeopatia ha avuto “un effetto sorprendente” (notare la terminologia scientifica usata).

L’omeopatia a Ballarò di next-quotidiano

Ballarò e il ruolo del servizio pubblico sull’omeopatia

Nel servizio d’apertura del segmento dedicato all’omeopatia Marzia Maglio intervista Francesco Eugenio Negro, medico omeopata spiega come funziona il modello di diagnosi psicomagica dell’omeopatia e quali sono le domande che fa al paziente per stabilire quale rimedio omeopatico dargli: « ti piace più il dolce o più il salato? hai cambiato gusto? che cosa sogni? qual è il tuo hobby? qual è il tuo colore preferito?». Verrebbe quasi da chiedersi perché non chiede anche il segno zodiacale, già che c’è. Ma probabilmente la risposta è che lo chiede solo se deve prescrivere un filtro d’amore per risolvere i problemi di coppia. A quanto pare al centro delle pratiche omeopatiche non ci sono analisi e diagnosi mediche ma questo genere di colloqui. Ed in fondo è assolutamente comprensibile che sia così, perché dal momento che i rimedi omeopatici sono chimicamente e biologicamente tutti uguali (come ha spiegato anche Silvio Garattini) non c’è motivo di andare tanto per il sottile. L’importante è che il paziente sia convinto che l’omeopatia funziona, per convincere virus e batteri gli omeopati ci stanno ancora lavorando. Ma siccome tutto questo è andato in onda prima del servizio in cui si dava brevemente conto del problema dell’eccessivo ricorso agli antibiotici e dei pericoli della farmacoresistenza sembra quasi che Ballarò ci abbia voluto suggerire che per risolvere il problema della Antimicrobial Resistence sia sufficiente “curarsi” con l’omeopatia.

Già porre la questione su chi ha ragione tra medicina tradizionale e medicina omeopatica è fuorviante. Non è stato ad esempio enunciato il criterio secondo il quale si dovrebbe stabilire chi ha ragione. Guardando la trasmissione sembrerebbe che sia chi presenta gli argomenti più convincenti, quando invece in ambito medico si dovrebbe parlare di chi cura davvero i malati o di prove scientifiche a sostegno di una terapia.

Ecco cosa NON cura l'omeopatia
Ecco cosa NON cura l’omeopatia

La mancanza di un dibattito scientifico nei talk show

Perché Giannini non fa menzione degli studi che hanno dimostrato la totale inefficacia dell’omeopatia? Perché invece che riportare i pareri dei dotti omeopati non si è scelto di farli confrontare con le evidenze scientifiche? Sarebbe stato utile almeno ricordare che i principi della “medicina” omeopatica sono stati stabiliti a fine Settecento e che da allora sono rimasti sostanzialmente immutati. Sarebbe stato interessante far analizzare i composti omeopatici ad un laboratorio per verificare quello che dice Silvio Garattini, ovvero che i rimedi omeopatici sono acqua fresca. Evidentemente però non c’era la volontà di presentare prove scientifiche ma solo quella di contrapporre due narrazioni – quella della scienza e quella dell’omeopatia – mettendole sullo stesso piano. Come a dire: sono uguali, vedete voi quale preferite, anzi, come ha detto Giannini, vedete voi di quale potete fidarvi di più.
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Quando è venuto il turno di Antonella Ronchi (Presidente della Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati), una che in passato ha cercato di fare un ridicolo fact checking delle affermazioni contenute nel libro di Garattini, abbiamo avuto una rivelazione incredibile. È noto che l’omeopatia stabilisce che più un rimedio è diluito maggiore è la sua efficacia terapeutica. Stiamo parlando di diluizioni che fanno scomparire del tutto il “principio attivo”. La Ronchi ha rivelato che oggi i rimedi omeopatici in commercio sono molto meno diluiti (non si sa di quanto). Quindi in sostanza la Presidente di FIAMO ha detto che i rimedi omeopatici (rimanendo acqua fresca) sono addirittura meno efficaci di quanto lo erano in passato. E questo non secondo qualche ricerca scientifica, ma secondo gli stessi principi della “medicina” omeopatica. Inoltre la Ronchi ha detto che l’indagine sui rimedi omeopatici non può essere di tipo chimico ma fisico (ovviamente senza spiegare cosa intenda) perché “ogni diluizione ha la sua personalità“. Chissà cosa vuol dire, la Ronchi per spiegarlo adotta un curioso ragionamento circolare che finisce col dire che ci sono molti studi che lo dimostrano. Saranno forse gli studi che sono stati sottoposti ad una revisione sistematica dalla quale si è dedotto che l’omeopatia non serve a nulla? Bisognerebbe vedere su quali riviste (e con quale impact factor) sono stati pubblicati gli studi. Perché su database come Pub Med si può trovare davvero di tutto, anche gli studi pubblicati dal Dottor Giuseppe Di Bella in cui “dimostra” l’efficacia del Metodo Di Bella. Tutto questo però Giannini evita di chiederlo – forse per non turbare troppo gli animi – e quindi alla fine l’ignaro telespettatore rimane con il dubbio che la comunità scientifica sia spaccata a metà: da una parte gli omeopati e dall’altra i medici e gli scienziati. Il punto è che l’omeopatia nella comunità scientifica non ci entra a far parte nemmeno di striscio perché è una pseudoscienza. E questo non solo perché non ci sono prove della sua efficacia ma perché anche gli studi che pretendono di dimostrarlo non sono non sono stati costruiti seguendo criteri validi. Sarebbe stato interessante sentire questi ragionamenti a Ballarò ieri sera, ma forse non c’era la volontà di parlarne seriamente.