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Chiara Appendino indagata per le consulenze di Pitbull al Salone del Libro

Terzo avviso di garanzia per la sindaca dopo piazza San Carlo e il caso Ream. Per il pm Appendino era informata dell’incarico da 5 mila euro chiesto (e ricevuto) dal suo principale collaboratore dell’epoca

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Chiara Appendino è indagata per concorso in peculato in relazione alle consulenze del suo ex portavoce Luca Pasquaretta al Salone del Libro. Lo ha annunciato la stessa sindaca ieri sera su Facebook,  mentre l’avviso di garanzia consegnato ieri al suo avvocato Luigi Chiappero è il terzo ricevuto dalla sindaca di Torino nei tre anni del suo mandato, dopo quelli per il caso Ream e per piazza San Carlo.

Chiara Appendino indagata per le consulenze di Pitbull al Salone del Libro

La storia riguarda Pasquaretta, detto Pitbull per il suo atteggiamento non propriamente socievole nei confronti dei giornalisti, il quale dopo essere stato cacciato ha detto che si è preso l’avviso di garanzia destinato alla sindaca: il fatto che si trattasse di una sciocchezza è testimoniato dall’avviso di garanzia di oggi. Per il pm Gianfranco Colace, titolare del fascicolo, Appendino era informata dell’incarico da 5 mila euro chiesto (e ricevuto) dal suo principale collaboratore dell’epoca, e lo era anche della sua natura fittizia, dal momento che nei 17 giorni della consulenza – durante l’edizione 2017 del Salone – Pasquaretta trascorse almeno dieci ore al giorno in Comune (come dimostrano le bollature) e fu molto presente anche tra gli stand del Lingotto ma sempre seguendo come un’ombra la sindaca.

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Pasquaretta faceva parte del trittico che avrebbe dovuto governare Torino insieme a quel talento indiscusso della comunicazione che risponde al nome di Paolo Giordana, che invece era il Rasputin della sindaca: lui è stato beccato a chiamare la municipalizzata dei trasporti torinese per far togliere la multa a un amico.  Pasquaretta è indagato nella vicenda di un evento collegato a Piazza San Carlo, che sta diventando ormai l’evento pubblico attorno al quale ruotano i destini dell’intera giunta grillina. I pm hanno scoperto che quello di Parco Dora è stato un evento “fantasma”, messo in piedi senza chiedere nemmeno l’occupazione del suolo pubblico e a quanto risulta non ci fu neppure il sopralluogo della Commissione di vigilanza della prefettura, a differenza di quanto avvenne per piazza San Carlo, sebbene la proiezione sotto la tettoia dello strippaggio di Parco Dora fosse inserita nei comunicati ufficiali del Comune.

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