Economia

AMA, Roma torna in emergenza monnezza

Lo scontro tra l’assessore al bilancio del Comune e l’a.d. nominato dai grillini diventa aperto. L’azienda ancora a rischio fallimento per la mancata approvazione del bilancio

lorenzo bagnacani

Da oggi la raccolta dei rifiuti a Roma entra in fase pre-emergenziale. Roma Capitale ha dato di nuovo buca all’assemblea dei soci di AMA, che è tecnicamente impossibilitata a varare il bilancio 2017 e il 5 novembre è pronto lo sciopero della raccolta che metterà ancora più in difficoltà la pulizia della città. Scrive il Messaggero:

Anche ieri, dopo un inutile confronto notturno che verteva sempre sul famoso credito di 18 milioni di euro vantato da Ama nei confronti di Roma Capitale per la gestione dei cimiteri, il direttore generale del Comune, Franco Giampaoletti, ha inviato una lettera in cui chiede il rinvio dell’assemblea. Lorenzo Bagnacani, presidente Ama, che pure è stato scelto dall’attuale maggioranza, ha risposto con una lettera in cui spiega che l’assemblea è chiusa.

Sarà necessaria una riconvocazione, si chiede al Campidoglio di indicare una data. Tutto questo avviene dopo che con varie lettere Bagnacani ha descritto uno scenario catastrofico: le banche garantiscono linee di credito solo se c’è un bilancio approvato e in attivo, il 15 novembre chiudono i rubinetti e potrebbero chiedere ad Ama di restituire i prestiti, circa 200 milioni di euro, cosa che comporterebbe il fallimento. Ama questo mese ha pagato gli stipendi trattenendo la rata della Tari, ma a fine novembre non si potrà più fare.

gianni lemmetti

Della vicenda avevamo parlato diffusamente tempo fa: il contenzioso con la Cooperativa 29 giugno ha scatenato un effetto a catena che ha riportato a ottobre Roma in emergenza, proprio mentre si palesava la grana del bilancio: l’azienda  avrebbe chiuso il 2017 con un pallido utile di 500 mila euro. Il Comune, però, non intende riconoscere una serie di crediti vantati da Ama proprio verso il Campidoglio che produrrebbero, tra le altre cose, un rosso sia quest’anno sia, probabilmente, per il prossimo e, come primo effetto, il mancato pagamento del premio ai dipendenti e ai manager, tra cui l’A.D..

Le banche, oltre al bilancio approvato, chiedono anche una lettera di pegno del Comune che riconosca il credito dei 18 milioni di euro. Bagnacani e Lemmetti (assessore al Bilancio) ormai non si parlano più. Lo scontro tra i vertici di Ama e quelli di Roma Capitale è arrivato al punto di non ritorno: se Bagnacani e il Cda, che hanno dalla loro parte anche una consulenza commissionata a un esperto,modificassero il bilancio rischierebbero conseguenze di fronte alla Corte dei conti; allo stesso tempo negli uffici di Roma Capitale nessuno vuole prendersi la responsabilità di riconoscere quei 18 milioni di euro di crediti.

Raccontano che qualche giorno fa Beppe Grillo abbia telefonato in Campidoglio chiedendo di sbloccare la situazione (non ci sono conferme), qualcuno avrebbe rimproverato all’assessore Pinuccia Montanari (sostenuta da Grillo e concittadina di Bagnacani) di avere chiesto l’aiutino.

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