Cultura e scienze

Alessandro Siani e il ragazzino obeso che fa arrabbiare laggente

Ieri sera Alessandro Siani ha fatto il suo ingresso al Teatro Ariston dalla platea, fermandosi a prendere in giro alcuni degli spettatori tra le prime file. Appena prima di raggiungere Carlo Conti sul palco di Sanremo Siani si è fermato e si è rivolto ad un ragazzino sovrappeso che era seduto in prima fila e che si era alzato per stringerli la mano. Per tutta risposta Siani mentre il ragazzo tornava al suo posto lo ha apostrofato chiedendogli (tra le risate del pubblico in sala) “ce la fai ad entrare nella poltrona zio?” e poi “calcando” ancora la mano ha detto: “pensavo fosse una comitiva e invece era da solo”.

LA “GAFFE” DI SIANI
Una brutta gaffe, così titolano i quotidiani stamattina. La battuta rivolta al ragazzino obeso sarebbe una vera e propria caduta di stile imperdonabile all’interno di una performance non particolarmente brillante, anzi decisamente moscia. Carlo Conti si è affrettato a dire che stava scherzando, e per chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la televisione era evidente che la gag era preparata.
siani gaffe fattoq
Ma la cosa non è piaciuta a molti spettatori ed è un peccato perché al netto delle polemiche quella battuta è stata l’unica appena decente di tutto il successivo monologo di Siani. Sulla pagina Facebook di Siani e su Twitter il popolo dei Charlie Hebdo italiani, quelli che difendono il diritto degli altri a dire quello che vogliono perché non siamo mica come quelli dell’ISIS noi si è presentato con la bava alla bocca a chiedere conto del comportamento offensivo e irrispettoso del comico napoletano. Eccone alcuni:

Ricordate il caso del ragazzino napoletano seviziato da alcuni coetanei? Per colpa di Siani ora ci saranno comici seviziati da ragazzini obesi
Ricordate il caso del ragazzino napoletano seviziato da alcuni coetanei? Per colpa di Siani ora ci saranno comici seviziati da ragazzini obesi

C’è poi chi si chiede dove fossero quegli sciagurati genitori che hanno lasciato che Siani insultasse impunemente il proprio pargoletto:
Due pizze in faccia e via. Je suis Charlie etc etc ciao mamma!
Due pizze in faccia e via. Je suis Charlie etc etc ciao mamma sono su Internet!

E semplicemente quelli indignati dal comportamento del comico:
Non fa ridere (in effetti quello è il vero crimine di Siani)
Non fa ridere (in effetti quello è il vero crimine di Siani)

E poi non scherziamo sull’obesità che è una malattia seria:
È come Troisi perché non si capisce nulla quando parla?
È come Troisi perché non si capisce nulla quando parla?


 
È TUTTO FINTO RAGA
Ora si potrebbe stare a discutere per ore sul diritto di satira e la libertà d’espressione, ma s’è fatto tardi e nessun terrorista incappucciato ha fatto irruzione sul palco dell’Ariston per vendicare le offese di Siani quindi andiamo subito al sodo. Il ragazzino è un attore del cast del film del comico napoletano “Si accettano miracoli” (si accettano battute su un miracolo che renda Siani un comico, ma quella è un’altra storia), ma lui smentisce, questa mattina ha infatti dichiarato ai microfoni di Radio 105 :

No no, quando sono entrato in sala ho visto un bambino che teneva lo stesso volto simpatico del bambino protagonista del mio ultimo film. Con lui mi è venuto da scherzare con il sentimento goliardico che c’era anche nel mio film.

 La smentita arriva anche da Cattleya su Vanity Fair.

Il film, definito da alcuni “la commedia più brutta di sempre” fa un abbondante uso dei luoghi comuni e delle offese ai ciccioni. Come scrive Antonio Belluomo Anello che ha avuto la forza e il coraggio di vedere il film e di recensirlo:

Se il film avesse fatto ridere si poteva accettare la battuta media sul ciccione, ma siccome questo non è minimamente avvenuto, si evince come Siani odi i grassi. O meglio, di come li usi, fino allo sfinimento, al fine di far rientrare questa sua specie di fatica cinematografica nella categoria “commedia comica”.

Il caso è chiuso agenti. Siani stava solo cercando del materiale scadente per fare ridere un pubblico raffinato (e ringraziate il cielo che non fosse sul palco quando c’era la famiglia più numerosa d’Italia). Non arrestatelo ma condannatelo a scrivere #jesuischarlie su gli account di tutti i suoi detrattori.