Economia

Il 28 maggio si riapre il fronte TAV (e la Lega potrebbe far cadere il governo)

Il 28 maggio scadono i bandi per gli appalti da 2,3 miliardi e si conosceranno le imprese pronte a scavare il mega-tunnel

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La data è già segnata sul calendario: il 28 maggio scadono le manifestazioni di interesse per gli appalti da 2,3 miliardi e si conosceranno le imprese pronte a scavare il mega-tunnel. Quel giorno si sarà già votato per le elezioni europee e per la Lega sarà il redde rationem: dopo il caso Siri i sussurri nel Carroccio dicevano che era il caso di far cadere il governo sull’economia, indicando l’Alta Velocità come dossier-guida. Proprio in virtù di quel trattato, spiega oggi La Stampa, nei giorni scorsi l’Inea, l’Agenzia esecutiva per l’innovazioni e le reti, ha già messo a disposizione di Telt la tranche dei fondi europei, si tratta del 40% della spesa del 2019.

In Francia, poi, stanno andando avanti i lavori della galleria geognostica tra Saint Martin La Porte e La Praz dove, quando sarà realizzata la Tav, correranno i treni della nuova linea ferroviaria. La talpa Federica nell’ultimo mesi ha scavato circa 10 metri al giorno arrivando a quota 7800 metri sui 9000 previsti. […] Fonti dell’azienda fanno sapere che la pubblicazione degli avvisi di gara sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue ha suscitato grande interesse. E infatti 93 imprese di costruzione, produttori di macchinari e fornitori provenienti da 16 nazioni hanno partecipato agli incontri informativi.

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Il tracciato della TAV (Corriere della Sera, 11 marzo 2019)

Ma chi sono queste aziende? All’incontro romano c’erano tra gli altri Pizzarotti, il gruppo De Eccher, Ghella e Cmc di Ravenna che stanno già lavorando a Saint Martin La Porte in un’associazione temporanea di imprese con i francesi di Spie Batignole (capofila) Sotrabas ed Eiffage. E poi Itinera, Costruzioni linee ferroviarie che ha come socio gli olandesi di Strukton Rail, il gruppo Mattioda.

Dal 28 maggio La Torino-Lione tornerà ad essere al centro del confronto politico e il governo Conte dovrà prendere una decisione definitiva sulla Tav. La pubblicazione dei bandi di gara, infatti, non comporta automaticamente l’avvio dell’iter per l’assegnazione degli appalti. Roma e Parigi, infatti, dovranno autorizzare l’invio dei capitolati di gara.

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