Economia

Whirlpool, gli operai alla ricerca di Di Maio, Conte e Patuanelli

«Bisogna ricordare che per mesi il MoVimento 5 Stelle e l’ex ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio aveva spiegato di aver risolto tutto con Whirlpool, che la fabbrica di Napoli non era più in pericolo. Era invece l’ennesima operazione di illusionismo e speculazione politica, a cui alcuni lavoratori hanno genuinamente creduto», dice Marco Bentivogli

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«Bisogna ricordare che per mesi il MoVimento 5 Stelle e l’ex ministro dello Sviluppo Luigi Di Maio aveva spiegato di aver risolto tutto con Whirlpool, che la fabbrica di Napoli non era più in pericolo. Era invece l’ennesima operazione di illusionismo e speculazione politica, a cui alcuni lavoratori hanno genuinamente creduto»: Marco Bentivogli della FIM CISL dice questo oggi a La Stampa dopo le immagini dell’aggressione dei lavoratori ai sindacalisti al MISE.

Whirlpool, gli operai alla ricerca di Di Maio, Conte e Patuanelli

E infatti a 24 ore dall’ennesima doccia fredda per i lavoratori dello stabilimento Whirlpool di via Argine, con il nuovo «nulla di fatto» nella vertenza e la multinazionale ferma nella sua posizione di disimpegnarsi dal sito napoletano, ieri nel corso dell’assemblea che si è tenuta in fabbrica, tute blu e sindacati hanno puntato il dito contro il governo e i rappresentanti del M5S. Racconta il Corriere del Mezzogiorno:

Ieri mattina nel corso dell’assemblea con i lavoratori, Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato 16 ore di sciopero per tutto il Gruppo Whirlpool, le prime 8 ore con articolazione territoriale con presidi davanti agli stabilimenti, le altre 8 in occasione della mobilitazione nazionale che verrà definita nelle prossime settimane. Assemblea comunque in cui è andato in scena il j’accuse all’esecutivo.

«Abbiamo ribadito la nostra linea: il Governo deve mantenere con coerenza gli impegni che ha preso con i lavoratori – sottolinea Antonio Accurso, segretario regionale Uilm Campania-questi operai sono andati, applaudendo, qualche mese fa davanti alla sede del Ministero dello Sviluppo economico perché fu detto loro che sarebbero stati difesi anche con leggi nuove. Ora vengono a dirci che non hanno strumenti». «I lavoratori sono arrabbiati soprattutto con il Governo e poi con l’azienda – spiega Accurso –  Ma siamo stati noi a doverla gestire, questa loro rabbia, perché siamo noi che li rappresentiamo».

E mentre sia Patuanelli che Di Maio giocano al gioco del silenzio, i sindacalisti accusano: il cambio ai vertici del Mise con l’avvicendamento tra Luigi Di Maio e Stefano Patuanelli «ha causato un rallentamento nelle trattative». «Di Maio ha fatto scena, ma nulla di concreto–dicono i lavoratori- Patuanelli almeno ha scoperto le carte dicendo che non aveva i poteri, forse nemmeno la capacità, di tenere l’azienda a Napoli». E il segretario generale della Fim Cisl Campania, Raffaele Apetino ritiene «legittima la rabbia, dopo mesi di false promesse elettorali fatte dall’ex ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che ha poi abbandonato i lavoratori».

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