Economia

Le università migliori e peggiori d’Italia per immatricolazioni

Salgono le matricole tornate a quota 300mila Ma anche i corsi a numero chiuso

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Per il quinto anno consecutivo “Repubblica” ha chiesto ai 61 atenei pubblici e statali del Paese i dati sulle singole immatricolazioni: è l’ingresso in ateneo dei post-diplomati (ai corsi di laurea triennali e magistrali a ciclo unico). La risposta singola (all’appello manca solo un ateneo) e collettiva è stata: quelli che varcano per la prima volta le soglie dell’università salgono ancora. Dell’1,72 per cento. Sono 5.429 neostudenti in più, 89 (in più) in media per ogni università. Un colpo di reni con cui l’università italiana torna a quota 300mila, i livelli precedenti al 2008, la grande gelata che per sei anni ha ibernato il nostro Paese.

Poi il quotidiano ha messo in classifica le immatricolazioni: 41 università crescono, 19 diminuiscono. Salgono ancora e in modo deciso le piccole, ma l’exploit della Mediterranea di Reggio Calabria — cresce di oltre un terzo ed è la migliore — spiega bene le politiche costrette a cui si sottopongono i dipartimenti: l’ateneo reggino l’anno scorso era sceso di oltre tre punti percentuali. Sorte contraria alla vicina Magna Grecia di Catanzaro: terza la scorsa stagione, nel 2019 perde sei punti ed è la quinta peggiore.

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Le università migliori e peggiori d’Italia (La Repubblica, primo luglio 2019)

Nell’Italia in coda alle classifiche europee dei laureati salgono in tanti casi le iscrizioni alla magistrale biennale (280 iscrizioni in più a Cagliari, per esempio): le famiglie sono disposte a sostenere anche un investimento prolungato sui cinque anni. Sembra un Paese maturo, pronto ad aprire una stagione di rinascimento universitario.

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