Economia

I 5 milioni di danni che il Comune di Roma deve pagare per UCI Cinema

uci cinema marconi

La storia dell’ex UCI Cinema Marconi l’abbiamo raccontata qui nel dicembre scorso: dal 1990 l’immobile è di proprietà della Zeis, società del gruppo Salini, ma l’inizio della procedura che lo riguarda ha inizio addirittura nel 1986. È quello l’anno in cui il Consorzio agrario interprovinciale di Roma e Frosinone chiede un condono per cambiare la destinazione d’uso del compendio da magazzino a commerciale. Racconta oggi Repubblica Roma:

Il via libera del Comune arriva nel 1991. Un «ok» attorno a cui ruotano i dubbi degli uffici capitolini, per anni convinti che la sanatoria sia stata concessa sulla base di atti irregolari. (Durante la consiliatura di Marino ci fu una prima analisi del dossier, quando assessore all’urbanistica era Giovanni Caudo, ndr).

Le verifiche partono nel 2015, due anni dopo la richiesta da parte di Zeis di un permesso di costruire per demolire il complesso esistente e poi realizzare una serie di abitazioni. L’ufficio Condono riprende la sanatoria del 1991, la analizza per 134 giorni e poi ne conferma la bontà: «È stata rilasciata correttamente». Ma la via crucis non è ancora chiusa: l’amministrazione non si fida. Vuole vederci chiaro, una volta di più.

pietro calabrese m5s

A quel punto scende in campo il M5S Roma, che nel frattempo ha conquistato il Campidoglio e ha promesso che adesso si fa sul serio e si arriverà ad annullare per bene quella decisione:

Così il Campidoglio il 24 giugno 2016, con Virginia Raggi sindaca da due giorni, ferma di nuovo tutto. La nuova amministrazione M5S, nonostante l’altolà dei tecnici del Condono in commissione Urbanistica, non si oppone alla «riapertura del procedimento di verifica» e all’ulteriore sospensione del permesso di costruire. Zeis, stanca del balletto attorno all’ex Uci Cinema ridotto a eterno cantiere, non ci sta e mette di mezzo il Tar del Lazio.

È il 21 aprile 2017 e i giudici condannano il Comune: «Negligenza, risarcisca i proprietari dell’immobile». Ora, a distanza di oltre un anno, i magistrati amministrativi tornano a bacchettare palazzo Senatorio: «Ha omesso di dare esecuzione alla sentenza». Sotto, allora, con il commissariamento. Sarà scelto dal direttore del dipartimento di Economia aziendale dell’università di Tor Vergata. La condanna si avvicina.

I danni chiesti per il ritardo nei lavori ammontano adesso a 5,1 milioni di euro. Causati dall’evidente abuso di potere nei confronti di chi aveva ragione, carte alla mano. La speranza è che il danno erariale approdi finalmente in Campidoglio a fare finalmente giustizia.

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