Economia

Tria richiama Salvini e Di Maio

luigi di maio giovanni tria

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria è ancora in Cina da dove cerca di mandare messaggi rassicuranti agli investitori sulla volontà dell’Italia di rimanere nella moneta unica. Il Messaggero racconta oggi che però il ministro ha anche qualche bella gatta da pelare in Italia. Essenzialmente due: Salvini e Di Maio. E a quanto pare il ministro si sta stufando:

Ieri mattina, per cercare di mettere un po’ d’ordine alle bordate dei due vicepremier, Tria li ha chiamati al telefono da Pechino invitandoli a contenere le esternazioni in materia economica che già qualche danno hanno creato al Paese. Preoccupato quanto Tria è il premier Conte che ieri ne ha parlato con il sottosegretario Giancarlo Giorgetti il quale da giorni presidia palazzo Chigi.

L’incontro con Orban, la ribadita volontà di costruire un asse sovranista contro l’Europa, insieme alla promessa ribadita da Salvini di sforare i paletti che Bruxelles pone ai bilanci degli stati, rischiano di rendere molto concreto quell’atto speculativo che Di Maio ha evocato anche ieri ricordando ciò che accadde nel 2011 con il governo Berlusconi. Proprio per questo il vicepremier grillino si mostra molto più prudente del suo alleato e a Bruxelles – in cambio di flessibilità – promette riforme in grado di accompagnare la crescita. «Riforma fiscale, sburocratizzazione, incentivi per gli investimenti, reddito di cittadinanza e sgravi per le assunzioni nel Sud» sono le priorità che anche ieri ha elencato Di Maio, non citando la flat tax che sta a molto a cuore a Salvini.

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Giovanni Tria durante l’audizione (foto da: Camera.it)

Una prudenza che si coglie tra le righe ma che piace al premier Conte che il prossimo mese a Salisburgo incontrerà i leader europei in un consiglio che ha come primo punto dell’ordine del giorno proprio i migranti.

Tria veniva dipinto come in uscita negli ultimi giorni, addirittura prima della Legge di Bilancio. Oggi è certificato che la situazione sta peggiorando.

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