Economia

Toninelli si è dimenticato la trasparenza, chi lo aiuta a ritrovarla?

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In un video postato il 6 luglio sulla sua pagina Facebook il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli prometteva trasparenza come una Raggi qualsiasi e faceva sapere che avrebbe portato al ministero un registro degli interessi:

«Appena arrivato ho chiesto, “con la trasparenza come siamo messi? C’è un registro dei portatori di interesse?”. No, non c’era», spiegava Toninelli. Il suo
racconto continuava: «Voi ricorderete vero la cricca degli appalti?, vi ricorderete quanto è stata danneggiata l’immagine di uno dei più importanti ministeri, dove si parla di trasporti, viaggi, infrastrutture, è la spina dorsale del nostro Paese».

Però ora sarebbe cambiato tutto: «Da adesso potete sapere chiunque entri qua, a che ore, in che giorno, di che cosa abbiamo parlato e quando se n’è andato, perché quando ci sono delle zone grigie, senza sapere cosa accade, poi parte anche la corruzione…». Oltre otto mesi dopo, però, quel registro con gli incontri fatti dal ministro, annunciato e dato per cosa fatta, non esiste. E non che fosse una invenzione del M5S, perché il viceministro del governo passato, il socialista Riccardo Nencini, metteva regolarmente in rete i propri appuntamenti dal febbraio 2015.

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Insomma, Toninelli si è dimenticato di fare quello che aveva promesso e che già facevano i suoi predecessori:

Primo in Italia, poi si aggiunse anche Carlo Calenda al Mise. Cosa è accaduto quindi? «Stiamo chiudendo l’accordo con il ministero dello Sviluppo economico – è la risposta che arriva dal Mit – purtroppo sono cambiati gli interlocutori tecnici con la rotazione di febbraio. Il lavoro comunque è quasi completato, andrà tutto online fra tre o quattro settimane».

Ed è talmente tutto a posto che ci vorrà un mese per fare tutto. Danilo Toninelli, un uomo, una garanzia.