Economia

Il tifo di Washington contro l'euro

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Federico Fubini sul Corriere della Sera racconta oggi un interessante retroscena che riguarda Donald Trump e Ted Malloch, economista ed ex banchiere di Salomon Brothers, che avrebbe già discusso con il presidente americano per la nomina come ambasciatore americano presso l’Unione europea e alla Bbc ha detto che la Brexit è stata una scelta «saggia».

Qualche giorno fa Donald Trump, prima di ricevere Theresa May alla Casa Bianca, ha detto che la Brexit «è una gran cosa e altri Paesi seguiranno». Si è spinto anche più in là Ted Malloch, l’economista ed ex banchiere di Salomon Brothers che avrebbe già discusso con Trump per la nomina come ambasciatore americano presso l’Unione europea. Questa settimana Malloch ha spiegato alla Bbc perché desidera tanto quell’incarico, dopo la sua esperienza alle Nazioni Unite negli anni ’80: «Ho aiutato a far crollare l’Unione sovietica, forse adesso c’è anche un’altra Unione che ha bisogno di essere domata un po’».
Secondo lui la decisione della maggioranza dei britannici di lasciare la Ue è stata «saggia». L’euro poi risveglia i suoi antichi istinti da trader: «Una cosa che farei nel 2017 è vendere l’euro allo scoperto» ha detto, riferendosi a una tecnica di investimento che punta su una perdita di valore. «Penso che sia una moneta non solo in caduta, ma che abbia un vero problema e che in realtà potrebbe collassare nel prossimo anno, anno e mezzo».


La previsione di Malloch non è la prima di questo genere né sarà l’ultima, ma è interessante perché spia dei calcoli e degli obiettivi politici di Washington sull’Unione Europea:

La collezione di frasi a effetto di Trump e dei suoi senz’altro continuerà, su questo e altri temi. Non possono però annebbiare il giudizio sul significato dei cambiamenti in atto: per la prima volta dal Dopoguerra, Washington non sostiene più l’architettura europea dentro la quale l’Italia è cresciuta da società agricola a economia industriale, ma al contrario ne propugna la disintegrazione.
Le conseguenze per un Paese con bassa crescita e un alto debito da finanziare ogni giorno in euro potrebbero essere questione di tempo. Mario Monti pensa che Trump rischi così di rivelarsi involontariamente il più grande alleato dell’Europa, perché finirà per suscitarne una reazione di orgoglio politico.

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