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Tiberis: la spiaggia sul Tevere della Giunta Raggi è abusiva

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Tiberis, la spiaggia sul Tevere voluta dalla Giunta Raggi a Ponte Marconi, è abusiva. L’arenile allestito dai grillini non è mai stato autorizzato dalla Soprintendenza del Ministero dei Beni culturali, che ora ha chiesto al Comune «il ripristino dello stato dei luoghi», perché l’intervento agostano voluto dalla giunta rappresenta «un fattore di rischio e di vulnerabilità del paesaggio». Il progetto del Comune avrebbe trascurato anche «gli argini novecenteschi» che cadono a pezzi. A raccontare dello stop è oggi Il Messaggero in un articolo a firma di Lorenzo De Cicco:

Il documento riservato, spedito alla direzione generale del Campidoglio, è su carta intestata della Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma, un organo del Ministero dei Beni e delle attività culturali. I tecnici hanno scritto che «l’area in questione risulta di proprietà demaniale» e che i dintorni del fiume Tevere sono «sottoposti a un particolare regime di tutela paesaggistica».

Ogni intervento deve quindi ottenere le «autorizzazioni previste dal Codice dei beni culturali». Insomma, anche per “Tiberis”, come il M5S ha ribattezzato la spiaggia, «era necessaria l’acquisizione delle valutazioni e delle autorizzazioni di competenza della Soprintendenza». Eppure «nessuna comunicazione è pervenuta» agli uffici del Mibac «nella procedura di rilascio della concessione dell’area all’amministrazione capitolina».

spiaggia tevere tiberis

L’operazione voluta dai pentastellati non solo «non è stata realizzata in maniera conforme agli obiettivi di tutela e miglioramento della qualità del paesaggio», pensiamo alle docce di plastica e alle macchinette per gli snack, ma avrebbe addirittura rappresentato «un rischio» per la «vulnerabilità del paesaggio».

Gli operai comunali avrebbero fatto danni. Perché «l’estirpazione della vegetazione è stata indiscriminata, non distinguendo tra vegetazione infestante (estirpabile) e vegetazione tipica delle zone umide (tutelata)». La «morfologia dei luoghi» poi è stata «alterata dai movimenti di terra» e «coperta indistintamente da una vasta distesa di ghiaia».

Anche il «lunghissimo telone plastico» srotolato dagli addetti del Campidoglio, per la Soprintendenza «non è compatibile con i valori paesaggistici dell’area né esteticamente né per l’interruzione dei processi ecologici». E ancora: la recinzione della spiaggia «appare scarna e inadeguata»; «l’argine golenale novecentesco appare in più parti danneggiato»; «le piantumazioni a verde sono del tutto assenti».

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