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I terrapiattisti che volevano trovare la fine del mondo ma si sono fermati a Ustica

Una coppia veneziana in pieno lockdown viola tutte le norme per arrivare in Sicilia e con una barchetta provare che la terra è piatta. La storia finisce in un altro modo. Male

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La Stampa racconta attraverso la voce di Salvatore Zichichi, il medico dell’Ufficio di sanità marittima del ministero della Salute che da Palermo li ha aiutati, la storia di due terrapiattisti veneti che volevano dimostrare arrivando in Sicilia che la Terra non è rotonda. La storia non ci crederete è finita in un’altra maniera. La coppia veneziana oltretutto ha anche violato le restrizioni per il lockdown perché ha preso la decisione di attraversare l’Italia in piena emergenza Coronavirus:

«I due – spiega – sono partiti dal Veneto durante il lockdown diretti a Lampedusa, violando tutte le restrizioni. A Termini Imerese, vicino a Palermo, hanno venduto la loro macchina e hanno comprato una barchetta, decisi a puntare verso l’isola». Per loro probabilmente Lampedusa era la finis terrae, come dicevano i latini, cioè il confine del mondo (piatto), delimitato da montagne di ghiaccio color smeraldo alte quattrocento chilometri sorvegliate da guardiani millenari, secondo  la “dottrina” espressa l’anno scorso da alcuni alfieri di questa credenza a una convention organizzata proprio a Palermo. Impresa non facile, per la bagnarola su cui navigavano: Lampedusa com’è noto è tra la Sicilia e l’Africa, mentre Termini Imerese è sulla costa settentrionale, quindi avrebbero dovuto fare una circumnavigazione, arrivare sulla costa meridionale e poi affrontare in senso contrario quella traversata verso Sud su cui navigano – e muoiono – i barconi dei disperati. «La cosa divertente – chiosa Zichichi – è che si orientavano con una bussola, strumento che funziona sulla base del magnetismo terrestre, principio che loro, da terrapiattisti, dovrebbero rifiutare».

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Ma la bussola li ha mollati rifiutandosi di piegarsi al terrapiattismo. E dopo essere stati intercettati dalla Guardia Costiera sono sbarcati a Ustica, stanchi morti e assetati. Ci hanno riprovato senza successo, ma si sono guadagnati la quarantena in Sicilia per essere finiti in casa di un mitomane che sosteneva di essere positivo al Covid.

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